Le meraviglie del Quirinale
Il “Palazzo degli italiani” apre al pubblico e svela sale dense di storia e arte
di Domenico Sanguedolce
Non è una nuova bellezza che va ad aggiungersi alle meraviglie della città eterna, ma una bellezza che si svela finalmente al pubblico nel cuore della Capitale. Così si presenta il nuovo itinerario di visite al Quirinale, dopo la decisione della Presidenza della Repubblica di aprire alcuni ambienti rimasti finora riservati.
Il martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica, dalle ore 9.30 alle 16, è possibile mettersi in fila per battere gli stessi pavimenti del «palazzo degli italiani» che nei secoli hanno visto avvicendarsi potenti ed ospiti d'onore internazionali, tra storia e presente e, soprattutto, in mezzo a tanti tesori di architettura, arte e artigianato, come le collezioni di arazzi, carrozze, orologi, porcellane, dipinti antichi e moderni, statue, oggetti e mobili d'epoca.
Il Palazzo resta chiuso per le festività natalizie, per la Festa della Repubblica e nel mese di agosto ma a settembre riprende il ciclo di visite, articolato in due percorsi, per le quali è richiesta la prenotazione (tel. 0639967557, www.quirinale.it). Il primo percorso di visita, quello “artistico-istituzionale” (gratuito salvo prenotazione obbligatoria di € 1,50), ha una durata di un'ora e 20 minuti e interessa il piano nobile e il piano terra, mentre il secondo percorso (che costa € 10, salvo riduzioni) incrementa il primo di un itinerario “tematico” con visita alla Vasella, ai Giardini, alle Carrozze e Finimenti e dura circa due ore e mezza.
Le visite, accompagnate da volontari in convenzione con La Sapienza e il Touring Club, ospitano un massimo di 30 persone con accessi ogni 20 minuti. Le nuove stanze rese visitabili – ed è assai riduttivo definirle così – sono 11 e ben rappresentano le diverse fasi storiche che si sono succedute e i diversi domini al cui gusto ed esigenze gli ambienti del Quirinale si sono prestati nei secoli. Come il Passaggetto di Urbano VII, uno stretto corridoio che originariamente collegava l’appartamento papale estivo con le stanze invernali, o la Sala di Druso, ricca di mobilio settecentesco, che prende il nome da un busto marmoreo del cosiddetto Druso maggiore, figliastro amatissimo dell’imperatore Ottaviano, e che a fine ’800 era la camera da letto di re Umberto I. O come lo Studio del Presidente della Repubblica, dove si svolgono gli incontri ufficiali con i Capi di Stato ospiti e le consultazioni con i segretari di partito per la formazione del Governo, con soffitto decorato in stile neorinascimentale, che conserva dipinti del Borgognone e di Angelo Maria Crivelli, mentre la Sala degli Arazzi di Lilla mostra 5 splendidi arazzi tessuti nell'omonima città francese a inizio '700, dedicati a temi agresti. Insieme al Salottino Napoleonico, situato accanto all'allora camera da letto dell'imperatore e allestito a sua toilette, anche altri ambienti conservano impostazioni o arredi e decori risalenti agli anni dell'occupazione francese del Palazzo: la Sala della Musica, che prende nome dalla presenza di un fortepiano inglese e di alcuni arredi decorati con strumenti musicali, quelle della Pace e della Vittoria, ma anche la Sala delle Dame, tutte allestite per Napoleone Bonaparte a partire dal 1812.
Mentre la Sala del Bronzino richiama l'importante gruppo di arazzi che ornano le pareti, alcuni dei quali tessuti intorno alla metà del '500 su disegno del celebre pittore fiorentino Agnolo Bronzino e dedicati alla figura biblica di Giuseppe ebreo. Vera chicca è infine la Biblioteca del Piffetti, una delle stanze più suggestive del Palazzo del Quirinale, ambiente settecentesco nato per Villa della Regina, una residenza torinese dei Savoia, e trasportato a Roma nel 1879 per essere adattato ad una delle camere dell’appartamento della regina Margherita. Chi volesse un assaggio, può esplorare intanto il nuovo sito internet grazie alla visita virtuale agli ambienti svelati, commentati da Louis Godart (palazzo.quirinale.it).
. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

