Le regole dell’acqua, Bova si racconta

15 Ottobre 2020

Primo libro del popolare attore: «Il nuoto è stato un serbatoio di lezioni di vita»

ROMA. Un libro sincero, la storia corale di una grande famiglia del Sud, di un ragazzino che ce la mette tutta, di un padre e di un cronometro che improvvisamente ritorna nella vita del protagonista per rivelare che c’è sempre tempo per fare ancora una gara. Raoul Bova, il popolare attore di serie di successo e tante pellicole cinematografiche, si racconta nel libro “Le regole dell'acqua”( Rizzoli, pp.176, €17).
«Il mondo del nuoto è stato un serbatoio fantastico di lezioni di vita. Alcune le ho capite allora. Altre sono diventate più chiare col tempo». Ex promessa del nuoto giovanile, dopo una serie di errori la vita di Raoul Bova prende una direzione completamente diversa, quella cinematografica, a cominciare dal primo film dedicato ai fratelli Abbagnale a cui ne seguiranno molti altri. Eppure, quegli anni passati in piscina, le lunghe ore di allenamento, l’euforia delle prime vittorie costituiscono un universo di riferimento che si rivelerà fondamentale anche per affrontare le sfide fuori dall’acqua. «Il nuoto è stata la prima lingua che ho avuto a disposizione per interpretare la vita. L’acqua mi ha dato la possibilità di crescere, mi ha insegnato ad ascoltare il mio corpo, sentirlo scivolare e prendere velocità, muoversi in un mondo in cui la gravità è impercettibile, perché è l'acqua che comanda, che sia un mare, un lago, un fiume, una piscina».
Inizia così il percorso di Raoul Bova per ritrovare tutte quelle regole apprese da bambino e riscoperte anche attraverso gli incontri con campioni come Filippo Magnini, Massimiliano Rosolino, Emiliano Brembilla da lui coinvolti per vincere un record e realizzare la promessa fatta molti anni prima al padre. «Il mondo del nuoto è stato un serbatoio fantastico di lezioni di vita. Alcune le ho capite allora. Altre sono diventate più chiare col tempo», scrive l'autore. «L’acqua è un elemento mutabile e imprevedibile: non sono permesse distrazioni, bisogna essere profondamente presenti a se stessi e connessi con la propria anima, respirare a fondo, avere pazienza e aspettare il momento giusto». Bova nel 2010 è stato nominato Goodwill Ambassador della Fao. Questo è il suo primo libro.