Le sculture di Colangelo 50 anni dopo

“Come un’ala pungente” il titolo della mostra dell’artista pennese a Pescara
PESCARA. Da domani e fino al 28 ottobre nello spazio espositivo zerozerosullivellodelmare, c’è anche l’ultimo provvisorio lavoro di Angelo Colangelo (Penne, 1927) nella retrospettiva a lui dedicata da Lucio Rosato con la collaborazione della moglie dell’artista, Paola Tommasoni. “Come un’ala pungente” è il titolo dato alla mostra, inaugurazione alle 19 al civico 19 – 23 di via dei Marrucini. Esposte 7 opere realizzate tra il 1971 e il 1972 e già presentate il 5 novembre del 1972 a Pescara in occasione dell’inaugurazione della galleria Il Quadrivio diretta da Giuseppe Rosato, poeta e critico d’arte nonché padre di Lucio Rosato, curatore dell’attuale esposizione. Sette sculture realizzate in acciaio, alluminio e ottone cromato che, come annotava Rosato, sono «strumenti di levigata bellezza, che abbagliano e affascinano ma che al contempo innalzano barriere, pongono condizioni, paiono pronti a catturarci». La scelta di lavorare su un nucleo di opere realizzate 50 anni fa si lega anche agli effetti del tempo sui materiali, che si presentano oggi modificati, opacizzati, sempre meno in grado di riflettere le immagini. «Questa esposizione», precisa il curatore, «vuole offrire l’occasione di avviarne un attento restauro e invitare istituzioni pubbliche e private a individuare un luogo o luoghi dove conservarle per poterne pubblicamente fruire». L’attenzione di Colangelo è da sempre rivolta all’uomo e alla sua condizione, secondo un percorso artistico che si snoda in 70 anni di attività. Il progetto espositivo si articola nei due ambienti. Nell’Officina, la collocazione dell’ultima opera dell’artista abruzzese, un totem in tubi innocenti che sostiene catene e manette denuncia la nostra condizione di uomini prigionieri di una società che sempre più si discosta dalla civiltà che sembrava illusoriamente acquisita. Completano il racconto raffinate chine nere.

