Leclerc a testa in giù sulle nuvole

10 Luglio 2018

Il geniale fantasista: a Pescara debutto con il mio nuovissimo teatro d’aria  

PESCARA. «Ma lo sai, Jolanda, che ho un numero nel mio spettacolo in cui io, ciccione, ballo con una cicciona di un metro e mezzo di circonferenza sulle note di “Yolanda”, la famosa salsa portoricana, e anche il tango. Il tango, quando lo conosci, non lo abbandoni più...».
Romantico, visionario, comunicativo, intraprendente, geniale. Una sfida alle leggi (apparenti) della natura Kai Leclerc, “l’uomo che cammina sul soffitto”. Anzi, di più. L’uomo che cammina a testa in giù con i piedi in una bolla d’aria, ovvero tra le nuvole. È l’ultimo effetto speciale che il geniale fantasista di origine canadese (del Quebec) ha inventato per sorprendere il pubblico e schiodarlo dal contatto compulsivo col telefonino. Uscire di casa per andare a vederlo e scambiarci due chiacchiere prima e dopo lo spettacolo è l’esperienza da fare in questi giorni a Pescara. Fino a giovedì 12 al parco Villa De Riseis, dove per una settimana Leclerc è ospite di Funambolika, il festival internazionale del nuovo circo prodotto dall’Ente manifestazioni pescaresi e fondato da Raffale De Ritis (www.funambolika.com). In prima mondiale l’artista circense sperimenta a Pescara la sua ultima creazione, l’avveniristico tendone ribattezzato Kaidome, dal nome del suo ideatore. Lo spettacolo, “Upside Down”, promette prodigi aerei e molto altro. Di cui l’artista non vuole anticipare granchè «per non rovinare la sorpresa».
Leclerc, dia almeno qualche indizio.
«È uno spettacolo veramente per tutti, bambini, genitori e nonni. Il pubblico sta comodamente seduto sulla gradinata e ha sulla testa una nuvola gonfiata con aria condizionata. Quando mi vedono hanno l’impressione che cammini sotto le nuvole. Credeteci o meno, venite a vedere. È uno spettacolo comico, visuale, all’avanguardia, che mescola passato e futuro del circo. Gioco anche con le bolle d’acqua, c’è un bebè elefante finto che sembra vero, sono domatore di pesci, addirittura un pesce cannone».
Come le pensa?
«Di notte, purtroppo. Dormo poco perché sogno ad occhi aperti. Mi succede fin da bambino. Mio padre, architetto designer, mi comprava dei giochi che dovevo costruire per giocarci. Così ho imparato a sognare per realizzare i miei sogni».
Che tenero. Non ha paura di cadere e farsi male?
«Cammino a testa in giù da ventun anni lavorando in oltre settanta Paesi. In effetti la tecnica dell’uomo mosca che cammina a testa in giù e a grandi altezze è stata inventata cento anni fa, ma non era priva di rischi . Con la ricerca e la tecnologia ho sviluppato una tecnica nuova, di cui possiedo il brevetto».
Come mai ha voluto presentare a Pescara il nuovo tendone gonfiabile?
«Da anni parlavo di questo mio progetto innovativo con il direttore di Funambolika, Raffaele De Ritis. Si tratta di una tenda autoportante, gonfiabile e climatizzata. Si gonfia in tre minuti e rappresenta il futuro del circo e del teatro nelle piazze. Air theatre, teatro d’aria, il design l’ho sviluppato io, un progetto a cui ho lavorato per cinque anni. Entra dovunque e non lascia segni dove si monta, richiede una mezza giornata di preparazione ma non è impattante per l’ambiente. Lascio tutto come trovo».
E Pescara, come l’ha trovata?
«Sono qui a montare e costruire tutto il giorno, Pescara la vedo e la sento tramite il pubblico che viene allo spettacolo, chiedo loro di partecipare, il contatto è importante. L’accoglienza è stata familiare e giovedì verranno a vedere lo spettacolo i ragazzi down che lavorano nel ristorante del parco qui a Borgo Marino di fronte al mare».
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