Leo Gassmann da Sanremo al Concertone «È un onore»

ROMA. «Piano piano, passo dopo passo, si ottengono i risultati». E così Leo Gassmann dopo X Factor, dopo Sanremo Giovani, dopo il Festival edizione numero 70 di Carlo Conti vinto tra le Nuove...
ROMA. «Piano piano, passo dopo passo, si ottengono i risultati». E così Leo Gassmann dopo X Factor, dopo Sanremo Giovani, dopo il Festival edizione numero 70 di Carlo Conti vinto tra le Nuove Proposte ora approda anche sul palco del Concertone del Primo Maggio, «ed è un grande onore», assicura il giovane cantautore, ultima generazione di una famiglia che arricchisce da poco meno di un secolo lo spettacolo italiano tra cinema e teatro.
Un appuntamento quello del Concertone del Primo Maggio che per la prima volta deve rinunciare alla piazza in favore della televisione, con un programma su Rai Tre che andrà in onda in prima serata venerdì, a causa del coronavirus e delle regole anti assembramento che impediscono lo storico live.
«Rispetto a Sanremo sarà decisamente meno stressante e me lo godrò, anche se mancherà il contatto con il pubblico. Ma ora dobbiamo essere tutti uniti e cercare, nei modi che è possibile utilizzare, di coinvolgere la gente e tenere loro compagnia», aggiunge il rampollo di casa Gassmann. «E poi il Primo Maggio è un giorno, una festa significativo per tutti, per la tutela dei diritti dei lavoratori. Dobbiamo ricordare il motivo per cui festeggiamo».
Come molti dei ragazzi romani della sua età in passato Leo ha frequentato la piazza di San Giovanni «per ascoltare buona musica e nuova musica che in altri contesti non si riesce ad ascoltare». Ora tra i protagonisti (in cartellone nomi come Vasco Rossi, Gianna Nannini, Zucchero) di un appuntamento ormai trentennale c’è anche lui. Sta mettendo a punto la sua esibizione, ma c’è da immaginare che proporrà il brano che ha portato con successo sul palco dell’Ariston “Vai bene così” e il nuovo singolo “Maleducato”, uscito da poco. «Intanto studio, mi documento, preparo gli esami da dare online per l’università», racconta il giovane musicista della sua quarantena a casa. «E se mi chiamerannoper il prossimo Festival di Sanremo», conclude, «mi farò di sicuro trovare pronto».
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