«Libri per ragazzi? Un inganno Io scrivo per tutti»

11 Gennaio 2016

Melchiorre, abruzzese «operaio della scrittura» sforna racconti per Mondadori, Loescher, Eli...

PESCARA. Quando facciamo riferimento alla cosiddetta “letteratura per bambini e ragazzi”, cos'è che cerchiamo di definire? Una letteratura minoritaria? O meno impegnativa? Forse edulcorata? O la intendiamo così perché essa non è stata pensata, scritta e pubblicata per gli adulti? Probabilmente le risposte a queste domande sono tutte affermative, e quindi tristi, perché se alla base del lavoro di scrittura vi fosse un catalogare la propria capacità immaginativa in base ai bisogni del destinatario, e quindi in base all'uso e al consumo che dell'opera verrà fatto, allora non solo non esisterebbe la “letteratura per ragazzi” – sterile etichetta creata da esigenze commerciali e di stampo capitalistico –, ma non esisterebbe la letteratura in generale.

La letteratura è come un mare ed esiste grazie al suo essere continuamente in movimento: gli scrittori sono le sue onde, e si muovono affidandosi alle correnti che sono gli stili, i temi e le retoriche, e tutto questo insieme nutre la libertà del mare nel suo essere semplicemente se stesso. Non bisogna mai far confusione sui propri bisogni intellettuali e creativi; al di là della nostra età anagrafica o interiore, dobbiamo tenere a mente che se è sicuramente vero che le onde e le correnti sanno molte cose, è ancor più vero che il mare ne sa una grande.

E continuando a navigare nella comoda metafora del mare, si può intendere la letteratura “per ragazzi” come una riserva naturale di quel mare, un'oasi in cui l'acqua è limpida e duro il lavoro di chi la vuole mantenerla pulita. Della durezza e allo stesso tempo della umiltà che è richiesta agli scrittori che abitano e curano questa oasi, ne sa qualcosa Roberto Melchiorre, scrittore abruzzese che, con in tasca il sogno fin da bambino di essere un grande scrittore, oggi è riuscito a diventarlo, essendo uno dei punti di riferimento per case editrici come Mondadori, Loescher, Eli e Giunti nella scrittura e redazione di testi per bambini e ragazzi, sia per la scuola che per il tempo libero. Partito dalle prime prove con la casa editrice Ianieri di Pescara, con cui ha pubblicato “Le avventure di Manga”, “Alla ricerca delle stelle” e “Il re della Savana” – Premio Manzi nel 2012 –, Melchiorre si è poi applicato alla didattica della narrativa e della Storia nelle scuole, pubblicando dal 2013 ad oggi, due manuali di Storia e Letteratura Italiana, “InformaRagazzi” raccolta di racconti dedicata allo sport e all'alimentazione , i primi due volumi della serie “Le frittelle di Pericle” per lo studio degli usi e costumi dell'antica Grecia, e altre prove minori e destinate a un pubblico più vasto come “Marcinelle”, libro che rievoca la strage degli abruzzesi nella miniera belga, e “Gli amanti del pomeriggio”, storia di amori corrotti ambientati durante Tangentopoli.

Da ultimo, ma primo per ordine di importanza, il libro “Madiba” dedicato a Nelson Mandela, in cui è narrata la vicenda dell’eroe della lotta all’apartheid raccontata a un ragazzo da un vecchio custode di un campo di rugby, libro che due settimane fa è valso a Melchiorre l'invito a presentarlo all'ambasciata sudafricana di Roma da parte dell'amabasciatrice Nomatemba Tambo, figlia di Oliver Tambo, uno dei migliori amici dello stesso Mandela. Lo scrittore – che oggi vive e lavora a Pescara – interrogato sulla specificità del suo ambito di competenza narrativa, risponde: «Il segreto per lavorare bene è l'umiltà, io mi sono sempre definito un operaio della scrittura, e ne vado fiero. La letteratura per ragazzi? Non scherziamo, la letteratura è di tutti e per tutti, e se ha degli interlocutori privilegiati questi sono proprio i “non adulti”, intendendo per essi le donne e gli uomini che proprio grazie al fuoco sacro delle grandi storie riescono a trovare, dialetticamente, la strada verso la definizione delle identità. Esistono dei libri cattivi o buoni, non altro, il resto è commercio; a cambiare, in quello che è il mio lavoro, sono il linguaggio, le strategie narrative, ma la qualità è alla pari, anzi fortunatamente spesso ci è richiesta una qualità più alta perché abbiamo a che fare con lettori esigentissimi. Un esempio su tutti? Pinocchio, il mio libro preferito di sempre. Sfido chiunque a dire che questo sia “solo” un libro per ragazzi».

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