Lillo e Greg, idoli delle donne: quando la bellezza non è tutto

9 Aprile 2022

Corrado Guzzanti nel film è il boss della droga ispanico «ispirato a Papa Bergoglio»La commedia, diretta “a sei mani” con Eros Puglielli, uscirà nelle sale dal 14 aprile

ROMA. E se un aitante, bellissimo, gigolò con lo sguardo tenebroso di Francesco Arca, abituato da sempre a non sforzarsi troppo (neanche di intelletto) per conquistare una donna, a causa di un incidente e qualche complicazione si svegliasse nel corpo e nei tratti di Lillo? Parte da qui la trama di Gli idoli delle donne, nuova commedia di Lillo e Greg, al cinema dal 14 aprile, per una regia a sei mani firmata insieme a Eros Puglielli.
«L'idea», racconta Lillo, «è che se nasci non bellissimo devi per forza puntare su altre qualità. Già da adolescente con le ragazze io ho sempre cercato di farle ridere. Era l'unico modo. Il guaio è che poi continuavano a ridere anche dopo, nell'intimità».
Nel film - prodotto da Lucky Red in collaborazione con Vision Distribution, Sky e Prime Video - il suo Filippo, gigolò disperato e sempre meno richiesto, si rivolge all'unica persona in grado di insegnargli a conquistare le donne puntando su sensualità e dialettica piuttosto che sul corpo: Max (Greg), il più grande gigolò di sempre, ritiratosi misteriosamente dal giro. Tra gag e rovinose lezioni, Filippo finisce per conquistare una giovane e bella colombiana di nome Juanita (Maryna), che però è figlia di due pericolosissimi narcotrafficanti: Joaquim e Maria, ovvero Ilaria Spada e Corrado Guzzanti, che dopo il mafioso creato per il suo recital teatrale, ora veste panni e machete di un irresistibile quanto improbabile boss dalla parlata ispanica. «A chi mi sono ispirato? Con il massimo rispetto», sorride lui, «sono partito da Papa Bergoglio. Ho iniziato imitandolo, poi, per carità, ho abbandonato». «Nella vita siamo molto amici e da sempre ci dicevamo che avremmo voluto lavorare insieme», prosegue Lillo, «Il 99% di quello che gli vedete fare è opera sua. Ha “guzzantinizzato” il personaggio».
Ma come si dirige un film a sei mani? «In realtà», raccontano i due protagonisti, «in un film ci sono due parti: la messa in scena teatrale e quella visiva. Noi siamo abituati alla prima perché abbiamo portato tanti spettacoli in palcoscenico, Eros alla seconda perché ha diretto tanti bellissimi film». «Lillo e Greg», racconta Puglielli, «sono i miei eroi da anni. Fare una regia con loro è un po’ come stare a casa. Il film poi è pieno di citazioni».
E anche di trovate dalla risata “sicura”, dallo scambio di persone all'auricolare malandrino che finisce per suggerire di tutto e trasformare una cena romantica in tragedia. «Io e il guru della seduzione? Come lui anche io mi ritiro spesso in solitaria», racconta Greg. «In genere leggo, ascolto musica, suono, medito. Da un certo momento anagrafico in poi, si comincia a ragionare sulla propria presenza sul pianeta. E ultimamente mi sono legato a correnti come la wikka e i neopagani». «Io invece», sospira Lillo, «mi butto sull'amatriciana». Con due personaggi popolari come loro, la commedia punta anche a riportare il pubblico e i giovanissimi nelle sale cinematografiche, ancora troppo spesso vuote. La causa, ricostruisce il produttore Andrea Occhipinti, «non sono le piattaforme, ma la pandemia e una certa politica un po’ terroristica che si è fatto in Italia». «Forse», aggiunge Lillo, «il pubblico ha dimenticato quanto sia importante la condivisione di un film in sala. Si pensa: poi me lo vedo a casa. Ma ridere da soli non sarà mai come ridere con gli altri».