Lisa La Pietra interpreta Fenaroli a Lanciano

Oggi il soprano abruzzese conclude le celebrazioni del musicista con un concerto alle Torri montanare
LANCIANO. La musica contemporanea deve a Fedele Fenaroli, musicista nato a Lanciano nel 1730 e attivo a Napoli fino al 1818, più di quanto si possa pensare: l’eredità di Fenaroli è il tema della conferenza-concerto della soprano e musicologa Lisa La Pietra, che oggi chiude le celebrazioni per il bicentenario della morte dell’artista. L’appuntamento curato dall’Estate musicale frentana è alle 18 al Parco delle arti musicali delle Torri montanare: non sarà solo un semplice concerto, ma «offre una visione della figura di Fenaroli e dell’eredità della scuola e della tradizione napoletana che viene restituita al ‘900», spiega La Pietra, artista lancianese che vive e lavora a Parigi. «Il concerto vero e proprio sarà preceduto da una mezzora di “narrazione” che mette a fuoco la differenza tra compositore e scrittore alla quale seguirà la parte esecutiva, nella quale partendo da Fenaroli si arriva fino alla musica contemporanea, passando tra gli altri per Francesco Paolo Tosti e l’immancabile Schubert si arriva a Ghershwin. Fenaroli è stato un uomo di tecnica e di mestiere che a un certo punto trascura il processo creativo per la pedagogia, portando avanti un lavoro fondamentale sul metodo», sottolinea La Pietra, «mette da parte l’ego di compositore per il desiderio di trasferire la conoscenza che, come lui stesso sosteneva, si rischiava di perdere, ma che andava assolutamente lasciata ai posteri». Nata a Lanciano nel 1987, Lisa La Pietra si è formata prima al conservatorio di Pescara e quindi a Venezia. Quella per la musica è stata una passione innata. «Da che ho memoria, ho sempre voluto suonare: ricordo di me che a 4 anni strimpellavo al pianoforte», racconta, «a 16 anni al conservatorio ho chiesto l’ammissione al corso di canto lirico». Di qui gli studi e la carriera che l’hanno portata prima a Venezia, dove ha studiato Architettura e Lettere, e poi a Parigi, dove all’attività di cantante affianca quella di musicologa. Una scelta obbligata? Un’“artista in fuga” come i “cervelli in fuga” cruccio dell’Italia dei giorni nostri? «Il livello all’estero purtroppo è superiore rispetto a quello che c’è da noi: i musicisti all’estero non sono solo musicisti ma anche pensatore oltre che esecutori, si fa più lavoro d’archivio per capire ciò che viene eseguito», rileva la cantante, «oggi la musica vive un’epoca di crisi: credo manchino i veri maestri come la generazione dei miei maestri ne ha avuto, si confonde professionalità e amatorialità».
Nonostante la scelta di trasferirsi in Francia, resta forte in Lisa La Pietra l’attaccamento a Lanciano e all’Abruzzo: «Qui ci sono le mie radici e qui ho il desiderio portare le conoscenze acquisite fuori se me ne viene data la possibilità». Un po’ come Fenaroli, anche l’Estate musicale frentana è qualcosa di cui non si percepisce la grandezza e l’importanza: «Per Lanciano deve essere motivo di grande orgoglio, è una manifestazione apprezzata, conosciuta e seguitissima come forse qui non ci si rende conto».
Andrea Rapino
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