Lo scrigno di Schifano, Warhol e gli scandinavi

28 Settembre 2021

Tre collezioni da ammirare, rivedere e riflettere per penetrare nelle contraddizioni del “secolo breve”, il Novecento

Una cavalcata nell'arte del XX e XXI secolo, dai capolavori di Mario Schifano ed Andy Warhol agli impressionisti scandinavi della scuola di Zahrtmann che operò in Abruzzo a Civita D’Antino, e le preziose testimonianze di Peder Severin Krøyer, tra i pittori più rappresentativi dell’arte danese. Fino ai 131 pezzi tra dipinti, sculture e serigrafie – selezione del figurativo contemporaneo – di autori come Sassu, Hernandez, Mensa, Maya, Quetglas, Forrestall, Carroll, Ortega. Tre collezioni da ammirare, rivedere e riflettere per penetrare nelle contraddizioni del “secolo breve”, il Novecento, secolo della transizione, indispensabile da comprendere nella rincorsa al futuro.
È quanto offre ai visitatori Imago Museum Museo d’arte moderna e contemporanea, nel cuore di Pescara. Tre piani dello storico palazzo dell’Ex Banco di Napoli, acquistato nel 2013 dalla Fondazione Pescarabruzzo per farne un museo. 1200 mq di spazi espositivi con collezioni e mostre temporanee, come quella inaugurata lo scorso febbraio e attualmente prorogata al 31 ottobre, “Andy Warhol e Mario Schifano, tra Pop Art e Classicismo” con il corposo nucleo di opere di Mario Schifano di proprietà della Fondazione PescaraAbruzzo accostate a opere iconiche (“Marilyn silver and blue”, “Mao”, copertina originale “The banana album” dei Velvet Underground, la serie di ritratti di donne transgender “Ladies & Gentlemen”) e lavori inediti di Warhol. Di Schifano, personalità emblematica della Pop Art non solo italiana (immancabile in mostra il manifesto dell’edizione 1995 di Fuori Uso all'Ex Aurum di Pescara) e uomo di impegno civile nei suoi ultimi anni, anche il ciclo Matres Matutae, intenso omaggio del maestro alla dimensione femminile e ritorno alle origini pittoriche.
Ad arricchire ulteriormente la mostra, grazie ad un prestito straordinario del Museo provinciale campano di Capua, sei statue in tufo provenienti dalla collezione “Matres Matutae" ( madonne in trono VI - II secolo a.C.) autentici tesori della civiltà italica, alle quali Schifano si ispirò per la realizzazione dell’omonimo ciclo. Al piano nobile del Palazzo la collezione permanente “Arte, Immagine e Realtà”, 130 opere del XX secolo centrate sul tema della “realtà storica" donate da Alfredo e Teresita Paglione. L' “Arte per immagini” presentata all’Imago Museum, come riporta lo storico dell’arte Gabriele Simongini, rifugge dalla retorica ideologica di tanto realismo del secondo dopoguerra per proporre, invece, una sorta di figurazione ibrida e metamorfica, diversa in ogni artista, aperta e dialogante, di volta in volta, con le tendenze e correnti più differenti e non di rado apparentemente opposte, dall’espressionismo alla metafisica, dal surrealismo all’informale, dal realismo esistenziale alla Pop art, dal concettuale all’iperrealismo, dalla Pittura Colta alla Transavanguardia.
Questa polifonica “Arte per immagini” è innervata da tanti orizzonti del reale che si spalancano sulle dimensioni della visione e dell’immaginario. Non per ultima la splendida collezione permanente dedicata agli “Impressionisti scandinavi d’Abruzzo”, la più grande rassegna di arte danese presente in Italia. Esposta su due livelli una ricca selezione di 131 opere tra dipinti, disegni e incisioni frutto di quella intensa stagione di fine '800 quando un folto gruppo di pittori capeggiati dal maestro danese Kristian Zahrtmann giunge con l’ultimo scorcio del Grand Tour nel borgo marsicano di Civita d’Antino. In quel lembo d’Abruzzo montano e pastorale l’autentico Parnaso si apre ai loro occhi nordici, un paesaggio puro e incontaminato abitato da gente semplice sincera e ospitale. Abbagliati dalla luce mediterranea che avvolge l’altopiano e i suoi panorami, colori, riti, spiritualità, gli scandinavi sognano e rappresentano su tavola l’incarnazione vivente della mitologica Arcadia. Per loro un sogno rivoluzionario, di rottura con la pittura accademica, che li porta a sperimentare la pittura di “impressione” e trasformare quel luogo di meraviglia in un grande studio en plein air dove dipingono scorci, vedute e scene di vita rurale.
Come una magia il nostrano paesaggio naturale e umano incanta i nordici fino all’inizio del ’900, quando in seguito al drammatico terremoto della Marsica sono costretti a tornare in patria. Zahrtmann decide di portare con sé quell’angolo d’Abruzzo, a Copenaghen sorge la sua casa-atelier chiamata appunto “Casa d’Antino”, sulla cui facciata campeggia l’antico motto dei marsi “Nec sine nec contra”. Esperienza che si rivela centrale anche nella carriera di Peder Severin Krøyer, tra i pittori più rappresentativi della scuola.
Nell'estate del 1890 a Civita d'Antino l'artista progetta il grande dipinto “Trebbiatura in Abruzzo” ( attualmente esposto alla Galleria d’arte nazionale di Copenaghen) nel fulgore del giallo oro accecante, probabilmente il momento più alto dell’intera mostra “Impressioni e realtà. Il sogno scandinavo da Barbizon a Civita d’Antino” presente all’Imago, come fanno notare i curatori del progetto espositivo. Ideale completamento delle collezioni, la prestigiosa architettura del Palazzo, gioiello di architettura razionalista, rifunzionalizzato e dotato di tecnoilluminazione esterna realizzata con tecnologia a basso impatto ambientale. È possibile visitare le mostre tutti i giorni dal martedì alla domenica dalle 10,30 alle 13,30 e dalle 16 alle 20, www.imagomuseum.it per prenotare la visita guidata.