Lorella: «Porto in scena una famiglia comune»

28 Marzo 2018

La Cuccarini e Giampiero Ingrassia nella commedia “Non mi hai più detto ti amo” domani ad Atri: «Noi di nuovo insieme da adulti vent’anni dopo Grease»

ATRI. Regalare spunti di riflessione, far sorridere e divertire. Questi gli obiettivi della commedia “Non mi hai più detto ti amo” con Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia che andrà in scena domani alle 21 al Teatro Comunale di Atri, ultimo spettacolo della stagione di prosa 2017/18. Si tratta di una commedia scritta e diretta da Gabriele Pignotta, un testo comico cucito addosso ai due protagonisti. Un debutto con la prosa per Lorella Cuccarini che ritrova sul palco, a 20 anni da Grease, Giampiero Ingrassia, figlio del grande attore Ciccio Ingrassia e che in Abruzzo ha vissuto una grande tragedia famigliare: nel 2013 sua moglie, Barbara Cosentino, morì in seguito a un malore mentre stava sciando a Roccaraso. Lo spettacolo di Atri è frutto di un progetto del quale Lorella Cuccarini parla in questa intervista al Centro.
Come descriverebbe “Non mi hai più detto ti amo”?
È il mio debutto nella prosa, avevo voglia di cimentarmi in questa forma artistica, volevo un testo che desse al pubblico la possibilità di rispecchiarsi. La vicenda ruota attorno a una famiglia comune che affronta una tempesta e le sue conseguenze. Ci sono tanti spunti di riflessione.
Si parla di famiglia classica che sembra quasi fuori moda, si riflette anche su questo?
Sì, certo. Credo che il compito del teatro sia proprio questo: far passare due ore di leggerezza al pubblico e portare a casa qualcosa dentro. Gli spunti sono tanti, dal troppo amore di una madre che porta la famiglia ad adagiarsi, al non dare per scontato nulla. Il tema della famiglia classica sembra essere superato negli spettacoli, qui c’è un lavoro al contrario con la precisa volontà di metterla al centro con un finale che colpisce e stupisce.
Lei interpreta Serena, madre di due figli. Si riconosce nel suo personaggio?
Serena ha fatto scelte di vita molto diverse dalle mie, ha sacrificato i suoi sogni e le sue ambizioni per la famiglia. Mi assomiglia nel mio essere madre e moglie. Nell’interpretare questo ruolo ho attinto alla mia esperienza personale.
Il testo e la regia sono di Gabriele Pignotta: che rapporto ha con lui?
Mi piace la sua scrittura. Abbiamo ragionato su una commedia sulla famiglia e ha fatto un ottimo lavoro.
A 20 anni da Grease di nuovo in scena con Giampiero Ingrassia. Com’è stato ritrovarvi?
Bellissimo, non ci siamo mai persi, c’è molta stima tra noi. Sono felice perché ad affiancarmi nel mio debutto con il musical c’era lui ed è bello che sia al mio fianco anche nel mio debutto con la prosa. Sono maturati anche i nostri personaggi: in Grease eravamo adolescenti, ora interpretiamo una coppia adulta.
Due giovani attori interpretano i suoi figli, che clima si respira tra voi?
In scena ci sono Raffaella Camarda e Francesco Maria Conti scelti tra 450 partecipanti a rigorosi provini. Sembriamo una famiglia vera, credo che loro attingano un po’ da noi.
Ai giovani che amano il mondo dello spettacolo cosa consiglia?
Di studiare e mettersi in gioco. Servono i talenti, oggi ci sono più opportunità, il viaggiare, il fare audizioni all’estero.
Ad Atri e in generale in Abruzzo è mai stata?
In Abruzzo sono stata poche volte, mai ad Atri, e non sono mai riuscita a portarci uno spettacolo. Sono felice di esserci ora.
Cantante, ballerina, presentatrice, attrice. Quale ruolo la rappresenta di più?
Per me lo spettacolo comprende tutto. Io sono nata con la danza, ci sono stati periodi nei quali quella è stata la forma di comunicazione più idonea, poi c’è stata la parola, poi la musica. Se riesco a fare una commistione di tutto sono felice perché riesco a regalare tante diverse sfumature.
Lei è riuscita a conciliare lavoro e famiglia ed è una donna molto amata. Che effetto le fa?
Essere personaggio pubblico per me comporta responsabilità, è bellissimo ricevere affetto e serve meritarlo.
La scomparsa di Fabrizio Frizzi immagino sia stata anche per lei una ferita. Come lo ricorda?
Condividiamo una conoscenza e un’amicizia di 30 anni, posso dire che era molto di più di quello che il pubblico ha potuto percepire. Tutto l’amore che in queste ore si sta scatenando per lui è la dimostrazione di quello che era. Sapeva splendere per semplicità.
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