Lost Daze, musica e grafica in dodici tracce

Il nuovo disco dell’artista teramano Luca Di Sabatino mischia elettronica e arti visive
TERAMO. È un concept artist, graphic designer, autore di storyboard, illustratore, fotografo, dj, regista, musicista e produttore di musica elettronica. Inoltre ha avuto la direzione artistica di importanti campagne per noti marchi della comunicazione e del marketing, tra cui Pomilio Bloom. Il teramano Luca Di Sabatino è un uomo “rinascimentale” dai molti talenti, che si divide tra due grandi direttrici, l’arte visiva e l’arte musicale, che si intrecciano e ispirano vicendevolmente in una fertile simbiosi tra immagine e suono. Come nel nuovo disco “Lost Daze”, appena uscito per l’etichetta inglese Velvet Room. “Lost Daze” è il terzo album per Di Sabatino, che ha pubblicato con lo pseudonimo Ben Dover, suo alter-ego elettronico, due cd: nel 2015 “Switched-On Ben Dover” e l’anno dopo, in tandem col fratello jazzista Paolo Di Sabatino, “Orbits” (Nicolosi Productions), oltre a diversi singoli dall'inconfondibile vena electro. In questo nuovo disco, finanziato con un crowdfounding (www.musicraiser.com/it/projects/10460-lost-daze), ci sono 12 tracce più una bonus track, tutte dalla forte componente elettronica ma con molte contaminazioni. A “Lost Daze” hanno collaborato musicisti amici e, naturalmente, i fratelli di Luca: Paolo suona il Fender Rhodes nel brano “The beginning”, Glauco la batteria in “Power to change”, Gianluca Caporale il sax in “Antisocial” e “Dimech 375", brano che vede Anchise Vetuschi al basso, Maria Paola De Luca è la voce soprano in “Spin forever”, Marco Matteucci suona le tastiere in “Always in training”. E la sorpresa di due voci over di alto livello: Roberto Pedicini nella bonus track “Qualcosa si crea” e Luca Luciani in “The End”.
Liceo artistico e laurea in scenografia all’Accademia aquilana di Belle Arti, Luca Di Sabatino viene da una famiglia di musicisti: trombettista e direttore d’orchestra il nonno Pietro, pianista il padre Vincenzo, pianista Paolo, batterista Glauco. Tutti sul versante della musica analogica, Luca invece ha abbracciato la musica elettronica, guardando a Kraftwerk e Trentemøller. Tra i suoi lavori di artista concettuale e di graphic designer da ricordare “Duplicity” (2012), libro di grafiche non applicate al lavoro, e “Qualcosa si crea, a volte” (2014). Incantevoli poi i disegni per bambini realizzati per Giochi Preziosi e per la serie Sapientino della Clementoni.
Anna Fusaro
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