Luoghi e visioni: immagini dell’Abruzzo in bianco e nero

Il volume ci porta alla scoperta di santuari, eremi, chiese e monasteri Gli scatti del maestro Giuseppe Smerilli rivelano una regione piena di luce
Quanti colori può sprigionare una foto in bianco e nero? Quante suggestioni, quanta atmosfera, quanti spiragli di luce riesce a regalare un’immagine d’arte che scava nella pancia e nell’anima di un territorio? Interrogativi che trovano una risposta nell’opera “Abruzzo, luoghi e visioni. Transiti di luce” del fotografo Nicola Giuseppe Smerilli, con progetto e cura editoriale di Pierpaolo Bellucci.
Da un lato le immagini, dall’altro i testi: le atmosfere catturate dall’obiettivo di un maestro del genere raccontate attraverso la descrizione curata da personaggi del calibro di Francesco Sabatini, studioso e profondo conoscitore del territorio regionale, presidente onorario dell’Accademia della Crusca; Italo Zannier, accademico, storico e pioniere della fotografia italiana, membro della Sociètè europeènne d'histoire de la photographie; Carlo Ossola, filologo e critico letterario, professore di letteratura moderna al Collège de France di Parigi. E poi ancora Nicola Gardini, scrittore, critico letterario, docente di letteratura italiana all’Università di Oxford, monsignor Michele Fusco, vescovo di Sulmona/Valva, Tiziana D’Acchille, direttrice dell’Accademia di Belle arti di Roma, Dante Marianacci, scrittore e poeta, già responsabile della promozione culturale del ministero degli Esteri, negli Istituti Italiani di Cultura.
“L'armonia nascosta vale più di quella che appare”. Parte da un frammento di Eraclito di Efeso, filosofo greco criptico, che parlava attraverso aforismi oracolari, la descrizione di un libro che regala agli occhi frammenti di quell’Abruzzo interiore, mistico, religioso, come solo lo scatto con una pellicola in bianco e nero può permettere di comprendere. Bianco e nero come il contrasto di luci, bianco e nero come la definizione di un contorno, bianco e nero come la visione bicromatica di un Abruzzo accogliente e selvaggio, terra ossimorica che custodisce innumerevoli tesori dell’arte.
E non a caso il procedimento di riproduzione fotografica segue minuziosamente i mutamenti della luce naturale nei luoghi sacri, nei santuari, negli eremi, nelle chiese, nei monasteri, nelle grotte rupestri, nelle cattedrali, nella natura, durante l’avvicendarsi delle stagioni.
Il curatore editoriale del volume, Pierpaolo Bellucci, da anni impegnato nella ricerca e valorizzazione delle tradizioni, della cultura e dell’arte abruzzese, ha voluto che questo ennesimo lavoro realizzato da uno dei maestri della fotografia italiana, Nicola Giuseppe Smerilli, raccontasse «una regione negli aspetti più intimi, a volte nascosti nelle pieghe di una storia lontana, facilmente percepibile nel silenzio e nella bellezza dei luoghi che si incontrano nelle pagine del libro».
Nicola Giuseppe Smerilli è uno dei maestri della fotografia italiana. Nato a Petacciato in Molise, si considera abruzzese d’adozione, visti i tanti lavori dedicati alla nostra regione. Smerilli e Bellucci, per quattro anni, a partire dal 2014, hanno esplorato le bellezze architettoniche, artistiche e naturali dell’Abruzzo. Il risultato è un’opera che valorizza la bellezza che solo la luce naturale può regalare. Il volume vuole riscoprire quell’armonia nascosta «nelle incrinature della forma e nel palesarsi della bellezza», come scrive Bellucci, per mostrare l’anima dell’Abruzzo. È un guardarsi indietro con l’attenzione che si deve ai nostri avi, per riallacciare un dialogo con la storia. La storia di chi ci ha preceduto e ha lasciato tracce e testimonianze indelebili. Segni che sono li, a rivelare una terra con le sue radici più profonde.
«Molti forse si chiedono: qual è, dov’è l’anima dell’Abruzzo?», afferma Francesco Sabatini, «L’Abruzzo ha un immenso patrimonio, oltre che naturale, di arte e di storia. Decine di siti archeologici, di abbazie, di castelli; luoghi celebri per eventi storici, grandiosi cicli pittorici medievali, una folla di statue dentro e fuori degli edifici…. Molto di più è nei piccoli e piccolissimi centri e in luoghi isolati, in gole appena accessibili, in anfratti rocciosi, a ridosso dei calanchi, lungo i tratturi».
Ed è proprio in questi luoghi così distanti dal quotidiano, dove arte e natura dialogano nel silenzio e dove il segno del passaggio lontano dell’uomo è ancora presente, che Nicola Smerilli ricerca quell’Abruzzo a volte perduto, una terra silente che parla e racconta la sua storia attraverso lame di luce e frammenti di storia.
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