Macchine mortali Scamarcio in trappola e misteri sfuggenti

Giovedì interlocutorio quanto a novità, in attesa dei botti natalizi della prossima settimana. Sicché è immaginabile che anche questo weekend il primato al botteghino di “Bohemien Rapsody” non verrà...
Giovedì interlocutorio quanto a novità, in attesa dei botti natalizi della prossima settimana. Sicché è immaginabile che anche questo weekend il primato al botteghino di “Bohemien Rapsody” non verrà insidiato.
Forse una bella fetta di pubblico giovane potrebbe però accaparrarsela “Macchine mortali” di Christian Rivers, fantascienza distopica e steampunk di produzione neozelandese e americana con al volante Peter Jackson, regista dei sei capitoli della saga tolkieniana “Il Signore degli Anelli”, che qui affida la regia al suo fedele specialista di effetti visivi. “Macchine mortali”, dall’omonimo romanzo fantasy del 2001 di Philip Reeve (Mondadori), è il primo capitolo di una quadrilogia ambientata in uno scenario post-apocalittico. Molti anni dopo la devastante Guerra dei Sessanta Minuti il pianeta è una desolata landa post-nucleare, dove le città sono gigantesche macchine in movimento: le più grandi e mobili depredano le più piccole, saccheggiando risorse. Il giovane apprendista storico Tom Natsworthy (Robert Sheehan), proveniente da una classe inferiore della grande città “trazionista” di Londra, viene scaraventato accidentalmente fuori dall’enorme macchinario viaggiante, ritrovandosi nell’ostile e pauroso Territorio Esterno.
Farà così la conoscenza della fuggitiva Hester Shaw (Hera Hilmar), una ragazza segnata da una cicatrice e in cerca di vendetta per la morte della madre. Suo bersaglio è l’archeologo Thaddeus Valentine (Hugo Weaving), capo della corporazione degli storici.
Il cinema italiano schiera il thriller “Il testimone invisibile” di Stefano Mordini (“Paz ‘77”, “Provincia meccanica”), alla seconda collaborazione con Riccardo Scamarcio dopo “Pericle il nero”. In questo remake del film spagnolo “Contratiempo” di Oriol Paulo, l’attore pugliese è Adriano Doria, appena premiato imprenditore dell’anno a Milano. Successo professionale, ricchezza, moglie e figlia adorabili, un’amante bellissima, Laura (Miriam Leone): la vita gli sorride. Finché non si risveglia in una camera d’albergo, chiusa dall’interno, accanto al corpo senza vita di Laura. Tutti lo credono colpevole. Per difendersi Adriano si affida alla penalista Virginia Ferrara (la grande attrice teatrale Maria Paiato), famosa per non aver mai perso una causa. L’entrata in scena di un testimone chiave e l’imminente interrogatorio costringono Adriano e l’avvocata a preparare in sole tre ore la strategia difensiva attraverso un serrato confronto. Fabrizio Bentivoglio è Tommaso Garri, un montanaro alla ricerca della verità sulla scomparsa del figlio.
Italiana ma da tempo negli Stati Uniti, la regista Sara Colangelo dirige l’intenso “Lontano da qui” (“The Kindergarten Teacher” il più congruo titolo originale), con la brava Maggie Gyllenhaal nei panni dell’insegnante di scuola materna Lisa Spinelli, una tranquilla vita familiare e una vera passione per la poesia, coltivata in un corso serale, autentico antidoto al mal di vivere che l’affligge. Lisa non è molto dotata per i versi, ma sa riconoscere il talento altrui. Che vede nel piccolo Jimmy (Parker Sevak), 5 anni, allievo del suo asilo di Staten Island. Lisa veicola ossessivamente tutta la sua frustrazione nel desidero di coltivare e proteggere il piccolo genio poetico. Dagli Stati Uniti arriva anche il thriller “Un piccolo favore” di Paul Feig. Giovane vedova, mamma single tuttofare e food blogger, la saccente Stephanie (Anna Kendrick) è affascinata dalla nuova amica Emily (Blake Lively), bella ed elegantissima, vita apparentemente perfetta, sposata con lo scrittore Sean (Henry Golding). I loro bambini Miles e Nicky sono amichetti. Un giorno Emily chiede a Stephanie di prendere Nicky a scuola, ma subito dopo sparisce. Stephanie si troverà a indagare su un mistero sempre più fitto e sfuggente.
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