Malika, scrivere racconti è la cosa più bella

22 Maggio 2023

La cantautrice all’esordio in narrativa con “Ansia di felicità”, presentato al Salone del libro

TORINO. È stato «del tutto naturale» per Malika Ayane scrivere Ansia di felicità, raccolta di racconti con cui ha esordito nella narrativa. «All'inizio pensavo di fare un libro di impressioni perché sono grande osservatrice, amo i dettagli. Poi mi sono detta che forse era più interessante non mettere tanto ego», racconta al Salone del libro di Torino. Malika è una delle cantautrici italiane più apprezzate: a 11 anni nel Coro di voci bianche della Scala, ha pubblicato sei album e partecipato a cinque Festival di Sanremo.
Le sue protagoniste sono donne: Melina che è come i gatti, Marija che quando la situazione è gravissima tira fuori la tovaglia nera, Madeleine che presidia il divano rosa del suo locale di fiducia. Tutte vivono in uno stato costante di ansia da felicità. «Ho provato a immedesimarmi nei personaggi che raccontavano le cose. Un percorso divertentissimo, un'ottima possibilità per uscire da me e dare voce a tutte le me ipotetiche. Potenzialmente potrei essere io, ma non sono io» racconta. «Le protagoniste sono prevalentemente donne, un po’ immaginate, un po’ ispirate. Di personale c'è l'ambientazione. D'altra parte sono donna da quasi 40 anni e vengo da una famiglia con tante donne, ma non nego che sarebbe interessante raccontare tutto anche dal punto di vista maschile», confessa. L’ansia di felicità del libro, continua «è un po’ quella che c'è in ognuno di noi. Tutti dobbiamo essere felici, vincenti e questo agita. Non voglio fare la vecchia babbiona, ma c'è una aspettativa di frizzantezza tante volte falsa, non necessaria. Molte cantanti famose denunciano di sentirsi forzate a usare i social, a essere su TikTok». E sulla differenza tra scrivere canzoni e racconti, sottolinea che «il racconto ti permette di avere tante possibilità di andare a fondo, con più dettagli. Come cantautrice scrivi, canti e interpreti con la tua faccia, è una responsabilità personale. Nella scrittura parli degli altri. È meraviglioso. Una delle più belle esperienze che ho fatto».
La scrittura è sempre stata una passione di Malika: «scrivo tante lettere, a volte sono ridondanti, piene di dettagli, spiegazioni. Scrivo meglio di quanto parlo. Il libro è un bel regalo che mi ha fatto la vita». Tanto che non esclude di continuare a scrivere. «All'inizio ero spaventata, mi sentivo una ladra che si intrufola in un settore non suo, ma mi sono sentita più serena dopo le prime recensioni. Ho messo grande impegno, onestà e forza di volontà in questo, mi piacerebbe farlo ancora». Forse anche un romanzo. «Se dovessi scriverlo farei solo quello e nient'altro. È importante prendersi il tempo per andare più a fondo».
Nel frattempo, Malika non abbandona la musica. «Sto scrivendo tante cose. È un'epoca di grande frammentazione, escono 2 mila titoli al giorno. Vorrei fare la cosa più pura possibile, non condizionata da fattori esterni. Sono passati due anni da Malifesto, ora c'è una ricerca di sonoro che devo fare. Sono sicura che con questo bambino, questo libro che porto in giro da infiltrata nel mondo degli scrittori mi darà cose inaspettate. Ognuna delle protagoniste ha qualcosa verso la quale provo profondo affetto. Mi chiedo spesso perché pensiamo che i grandi non abbiamo bisogno di aiuto. La vita è splendida, ma c'è sempre un capitolo da sbrogliare».