Maria e Elisabetta alleate mancate nel regno maschile

Venature femministe nel dramma in costume e uomini fedigrafi 3.0 in “L’agenzia dei bugiardi”
Un capitolo drammatico e cruciale della storia britannica, più volte frequentato dal cinema, è al centro del dramma in costume Maria, regina di Scozia, diretto dalla 42enne regista teatrale Josie Rourke, all’esordio dietro la macchina da presa, e interpretato dalle brave Saoirse Ronan e Margot Robbie.
Rourke rivisita con qualche libertà storica e venature femministe lo scontro per il trono tra le due sovrane, la cattolica Mary Stuart (Ronan) e la protestante Elisabetta I (Robbie), concluso con la decapitazione della prima. La vicenda parte nel 1561, quando la 18enne Maria Stuarda torna nella natìa Scozia dopo la morte del consorte, il re di Francia Francesco II, decisa a rivendicare il regno governato dalla cugina Elisabetta Tudor, all’epoca 28enne.
La rivalità tra le due regine, che (suggerisce il film) avrebbero potuto essere invece formidabili alleate, è acuita dalle scelte su matrimonio, maternità, religione e soprattutto dai complotti di corte, da ostilità e cospirazioni dei poteri maschili. Le corti d'Inghilterra e di Scozia temono che Maria sia legata alla Roma papalina; d’altra parte i legittimisti disconoscono Elisabetta come erede di Enrico VIII (che la ebbe da Anna Bolena). Tra le precedenti regine cinematografiche, Katharine Hepburn (Maria) e Florence Eldridge (Elisabetta) nel film di John Ford del 1936 e Vanessa Redgrave (la Stuart) e Glenda Jackson (la Tudor) nella pellicola del 1971 di Charles Jarrott.
Titolo per famiglie Mia e il leone bianco di Gilles de Maistre, presentato alla Festa del cinema di Roma. Protagonista è Mia (Daniah De Villiers), costretta a trasferirsi dall’Inghilterra in Sudafrica per seguire il padre zoologo (Langley Kirkwood; la madre è Mélanie Laurent). Mia è una bambina ribelle, ma si trasforma quando nell’allevamento paterno nasce Charlie, raro esemplare di leone bianco. I due crescono insieme condividendo ogni cosa. Ormai 14enne, Mia scopre che il suo legame con Charlie, diventato un maestoso adulto, e la vita stessa del felino sono in pericolo.
Per salvarlo la ragazzina si mette con lui in cammino verso la riserva naturale di Timbavati. Produzione ambiziosa con riprese nell’arco di tre anni (nella Welgedacht Reserve, vicino Pretoria), il film ha visto crescere davanti alla macchina da presa Mia/Daniah e il leoncino Charlie/Thor.
È un remake del francese “Alibi.com” la commedia di Volfango De Biasi L’agenzia dei bugiardi. Fred, Diego e Paolo (Giampaolo Morelli, Herbert Ballerina, Paolo Ruffini) hanno creato un’agenzia che fornisce alibi ai fedifraghi. Tutto si complica quando Fred s’innamora di Clio (Alessandra Mastronardi), paladina della sincerità, figlia del cliente Alberto (Massimo Ghini) che deve coprire le scappatelle con la giovane amante. Nel cast Carla Signoris, Diana Del Bufalo, Paolo Calabresi, Antonello Fassari.
Dal famoso romanzo del 1985 di Marguerite Duras ecco La douleur di Emmanuel Finkiel. Dopo l’arresto e deportazione nel 1944 del marito Robert (Emmanuel Bordieu), membro della Resistenza, Marguerite (Melanie Thierry) è angosciata dal non avere sue notizie e dal senso di colpa per la relazione con l’editore Dyonis (Benjamin Biolay). Pur di sapere qualcosa di Robert, la donna instaura un’ambigua relazione con Rabier (Benoît Magimel), collaborazionista del governo di Vichy.
In sala anche il perturbante Glass di M. Night Shyamalan. Capitolo finale di una sorta di trilogia, il film riunisce in un ospedale psichiatrico, sotto le cure della dottoressa Staple (Sarah Paulson), l’orda, ossia Kevin Crumb (James McAvoy) e le sue 23 personalità viste in “Split”, la guardia giurata David Dunn (Bruce Willis) di “Unbreakable - Il predestinato”, e Elijah Price (Samuel L. Jackson), genio dalle ossa fragili detto Mr. Glass.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
