Marina Abramovic aggredita a Firenze

L’artista colpita con un quadro da un cittadino ceco di 51 anni a un firma copie a Palazzo Strozzi
FIRENZE. Ieri mattina, poco dopo mezzogiorno, l’artista Marina Abramovic è stata aggredita da un uomo di 51 anni, di nazionalità ceca, che l’ha colpita con una tela durante un firma copie che la stessa stava effettuando all’interno di Palazzo Strozzi a Firenze. Dopo l’aggressione Abramovic si è ritirata nel bar di Palazzo Strozzi illesa ma scossa dall’accaduto. L’aggressore è stato fermato dalle forze di polizia accorse sul posto e, dai primi accertamenti, si tratterebbe di un sedicente artista già protagonista in passato di episodi simili. «Un uomo, non nuovo a questo tipo di gesti, ha colpito alla testa Marina Abramovic con una tela», ha scritto sul suo profilo twitter il sindaco di Firenze, Dario Nardella. «Per fortuna lei non si è fatta niente e l’uomo è stato fermato. Solidarietà totale a Marina!».
Il direttore della Fondazione Palazzo Strozzi, Arturo Galansino, curatore della mostra «Marina Abramovic. The Cleaner», esprime il suo sentito dispiacere per l’aggressione subita dall’artista. È quanto riporta il profilo Facebook di Palazzo Strozzi, che ha pubblicato anche una foto in cui Galansino è insieme alla stessa Marina Abramovic. L’artsita sta bene e non ha subìto alcun danno fisico. Dopo le verifiche con le forze dell’ordine ha lasciato Palazzo Strozzi con serenità e, subito dopo l’accaduto, ha voluto incontrare l’aggressore, fermato dalle forze di polizia accorse sul posto, per un confronto diretto sulle ragioni di questa azione.
Poiché non vengono ravvisati reati perseguibili d'ufficio, la polizia ha rilasciato il cittadino ceco. Sulla vicenda la polizia può solo procedere su querela di parte ma la stessa. Marina Abramovic, tramite persone a lei vicine, avrebbe manifestato l'intenzione di non voler querelare il suo aggressore.
Sabato sera, Marina Abramovic era stata protagonista di una performance al Teatro del Maggio musicale fiorentino. In piedi per tre minuti, con una mano sulla spalla del vicino di poltrona e gli occhi chiusi per «sentire l'energia»: è la performance estemporanea che Marina Abramovic ha realizzato con i 1.500 spettatori di “Marina Abramovic speaks”. «La cosa importante per me», aveva detto l’artista, «non è più fare una performance davanti a voi, ma che il pubblico sia la mia opera, lo strumento per raggiungere un livello diverso di comprensione».
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