Marisa Laurito presenta la Napoli bella e i suoi re

15 Novembre 2020

NAPOLI. Marisa Laurito racconta la “sua” Napoli: quella del palcoscenico del suo maestro Eduardo De Filippo e di Totò; quella del mare; quella del dopoguerra americano; quella cantata da Pino Daniele,...

NAPOLI. Marisa Laurito racconta la “sua” Napoli: quella del palcoscenico del suo maestro Eduardo De Filippo e di Totò; quella del mare; quella del dopoguerra americano; quella cantata da Pino Daniele, narrata dall’amico di sempre Renzo Arbore e dallo scrittore Raffaele La Capria, o dalla Smorfia: Massimo Troisi, Lello Arena ed Enzo Decaro. L’attrice, cabarettista, cantante e conduttrice nonchè pittrice napoletana torna in tv su Rai Storia oggi dalle 14 fino dopo la mezzanotte con documenti storici, film, spezzoni di show tv e interviste, dove farà da voce narrante e accompagnerà il telespettatore per un’intera domenica dedicata alla città partenopea e ai suoi protagonisti. «Un modo», racconta «anche per ricordare che Napoli è una città con un’anima profondissima e non solo l’immagine che spesso viene estremizzata, ha le sue gravi criticità, ma è un pozzo d’oro di cultura, musica, arte». Non a caso ricorda «sono direttore del Teatro Trianon Viviani. Voglio rafforzare la valorizzazione del teatro musicale e della canzone tradizionale, aspettiamo giorni migliori. Questa maratona domenicale è l’opportunità per offrire spazio a grandi protagonisti che hanno dato tanto a Napoli e a tutto il paese. Rivederli insieme è una grande emozione. Confesso: avrei voluto fare scelte più ampie, includere altro, ma per una questione di diritti non è stato possibile». Si parte da Edoardo, il suo maestro. «Avevo vent’anni mi ha scelto per interpretare una balia ma la erre moscia non andava per quel ruolo. Andò in camerino e cambiò le battute». In questa domenica speciale manca il suo grande amico De Crescenzo: «Sempre per una questione di diritti. Ma ha dato tanto a Napoli. È stato l'incontro della vita, fratello, figlio, padre, tutti i natali insieme. Lui era una calamita di cultura, un ingegnere filosofo, attore sceneggiatore, scrittore di libri che hanno venduto milioni di copie. Fu lui a presentarmi Arbore. Credo che Luciano come Gigi Proietti è tra quei grandi che sono sempre rimasti umili, autentici, disponibili all’ascolto».