Masterchef, vince Lorenzon art director in cucina

7 Marzo 2020

Il concorrente di Bassano del Grappa conquista il titolo e chiede al suo compagno di sposarlo

ROMA. «Ancora non mi sono ripreso, fatico a crederci: è stata una valanga di emozioni, la più bella esperienza della mia vita, intensa, formativa, ne sono uscito più forte e consapevole». Antonio Lorenzon, incoronato, giovedì sera, nono vincitore di Masterchef, cooking show di Sky prodotto da Endemol Shine Italy, 43 anni, originario di Bassano del Grappa, di professione art director, ha conquistato 100mila euro in gettoni d'oro, e il 12 marzo esce il suo libro grazie alla vittoria: “Una cucina diversa- 8 menu per ricevere con stile” (Baldini+ Castoldi 224 pagine, 20 euro). Ma il regalo più bello lo ha fatto lui al pubblico: mentre la Masterclass e i tre giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli erano in festa, si è inginocchiato davanti al compagno Daniel (stanno insieme da 18 anni) chiedendogli di sposarlo. Ovvia la risposta: «Sì».
Antonio Lorenzon ha conquistato tutti con la sua semplicità e umiltà. Il giorno dopo la vittoria, confessa che per il momento il sogno di aprire un ristorante in Costa Azzurra, come annunciato da lui e Daniel, è posticipato: «Lo faremo ma più in là. Per adesso vogliamo rimanere in Italia, ci sono tante scadenze, procedere a piccoli passi». In quale campo? «Vorrei aprire un bed&breakfast con cena inclusa a Bassano del Grappa, ma di pochi posti. Io mi occuperei del menu e dell'arredamento, lui della parte amministrativa. Un luogo dove le persone vanno via con il sorriso, non potrei mai lavorare per come mi conosco in un ristorante stellato, troppo stress».
La finalissima di questa edizione di MasterChef Italia su Sky Uno ha totalizzato una media record di 1.251.790 spettatori, il dato migliore degli ultimi anni.
Una puntata dopo l'altra, lo stile culinario di Antonio Lorenzon ha conquistato sempre di più i giudici di Masterchef. Sino alla finalissima in cui si è scontrato con Maria Teresa Ceglia e Marisa Maffeo, portando a casa la vittoria. Quando è nata la sua passione per la cucina? «Da bambino. I miei genitori lavoravano, quando è venuta a mancare nonna, una che mi preparava 30 ravioli a merenda, io tornavo da scuola e mi arrangiavo a pranzo, prova una volta, tenta una seconda e sono diventato bravino».
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