“Mater Dolorosa”, all’Aurum performance di Mandra Cerrone

PESCARA. «Nulla come una performance mette in gioco il corpo dell’artista. Può sembrare una banalità e tuttavia conviene considerare quanto corpo di artista ci sia sempre in un’opera d’arte, ma come,...
PESCARA. «Nulla come una performance mette in gioco il corpo dell’artista. Può sembrare una banalità e tuttavia conviene considerare quanto corpo di artista ci sia sempre in un’opera d’arte, ma come, solo nella performance, l’artista concede che si acceda al suo corpo».
Così scrive la curatrice Michela Becchis nelle note di presentazione di “Mater Dolorosa”, performance art di e con Mandra Cerrone in scena domani alle ore 18 alla sala D’Annunzio dell’Aurum di Pescara, presentata dall’Assessorato alla Cultura Città di Pescara con l’Associazione Mystic Driver Art Lab . Interverrà Giovanni Di Iacovo, Assessore alla Cultura del Comune di Pescara.
«È molto tempo che si è aggredita la nozione di collettività e con questa l’idea stessa di con-doglianza», continua Michela Becchis. «In un’epoca venduta come l’apice massimo della socialità o della media socialità, in realtà si è lavorato moltissimo a quella che Marx chiamava “la produzione dell’individuo isolato”. Fuori dalla comunità, fuori dalla pericolosa dialettica delle aspettative, dei bisogni, dei desideri, della partecipazione. E anche della compassione. Si è riuscito a far credere che l’individuo isolato sia l’individuo finalmente libero e capace di autoprodursi e autorappresentarsi, mentre si creavano e si creano creature sole e perciò inoffensive. O almeno si crede. (...) Nella sua ricerca di un punto di vista da cui guardare il mondo, immergendosene fino ad ascoltare il battito del suo cuore, Mandra Stella Cerrone, nelle sue performance, è sempre partita fattualmente da sé, cioè mettendo in gioco frammenti del suo esistere. In Mater Dolorosa compie un altro, difficile, passo: partire da sé eliminando il biografema per fare in modo che il suo sé racconti le altre».
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