Mattarella nella città dell’arte in fermento

Il capo dello Stato inaugura l’Imago Museum, la nuova sfida culturale (e al Covid) di Pescara
Un riconoscimento al coraggio e alla storia di intraprendenza culturale di Pescara. Inorgoglisce – e più che mai l’indomito spirito artistico del capoluogo adriatico – la presenza del Capo dello Stato per l’inaugurazione dell’Imago Museum, che segue di poco l’apertura del Museo dell’800.
Di certo non è sfuggito alla sensibilità culturale e politica del presidente Sergio Mattarella che l’apertura di due importanti luoghi espositivi nella stessa città – benchè cullata nel tempo – arrivi in un periodo difficilissimo per la cultura in generale e per le strutture museali e le mostre d’arte in particolare, costrette anch’esse a fare i conti con l’epidemia da Covid e quindi con chiusure, ingressi ridotti e con un grande cambiamento in atto proprio per la fruizione delle opere in esse custodite, che apre al virtuale. Pescara impavida ha buttato il cuore oltre l’ostacolo e, come all’inizio della sua vitalissima vicenda artistica, ha riunito le due sponde del fiume che la solca sotto il segno della bellezza con un nuovo museo a Porta Nuova e uno altrettanto nuovo in centro.
Quasi ripartendo dalle origini. Quando prima ancora della fusione ufficiale, tra il 1926 e il ’27, che diede vita a Pescara, Castellamare e la vecchia Aternum pullulavano di artisti. Pensiamo alla dinastia dei Cascella che con Basilio pubblicava La grande illustrazione, punto di riferimento per artisti e intellettuali dell’epoca e che contava sulle collaborazioni, tra gli altri, di Matilde Serao, di Gabriele d’Annunzio e Francesco Paolo Michetti, anche per via del vicino Cenacolo michettiano a Francavilla frequentato da artisti come Sartorio, Muzi, Barbella.
Nel secondo Dopoguerra la vocazione artistica di Pescara si è concentrata sulla creazione dell’Istituto d’arte, poi liceo artistico, a opera di Giuseppe Misticoni, al quale oggi è intitolato, che ha coinvolto dal 1968 docenti diventati artisti del calibro di Franco Summa, Ettore Spalletti, Sandro Visca, e dove studieranno spiriti liberi di grande talento con Andrea Pazienza, Tanino Liberatore, Giuseppe Fiducia. Ma Pescara era nel frattempo anche un luogo di incontro, sperimentazione ed esposizione di arte contemporanea grazie al lavoro di Lucrezia de Domizio e Buby Durini che nella villa di San Silvestro Colli, nella Casa Galleria della Pineta e nello Spazio LD di via delle Caserme ospitavano e promuovevano i più importanti artisti internazionali dell’epoca – con particolare riferimento al Concettuale italiano e all’Arte povera – come Kunellis, Pistoletto, Merz. Senza dimenticare la grandiosa operazione “Difesa della Natura” di Joseph Beuys, con i baroni Durini che collaborarono in linea diretta con il Maestro ospitandolo a Pescara e a Bolognano tra gli anni ’70 e ’80. L’artista tedesco proprio a Pescara tenne due discussioni di rilevanza planetaria, nel 1974 “Incontro con Beuys” e nel ’78 “Fondazione per la rinascita dell’agricoltura” alla Borsa Merci. Poi il lavoro svolto dal gallerista Mario Pieroni, che ha saputo coinvolgere, prima a Pescara poi a Roma, importanti nomi del Contemporaneo internazionale, e ancora le operazioni del gallerista Cesare Manzo, che ha dato nuova linfa alla vena artistica della città negli anni ’80, ’90 e poi 2000 con la quasi leggendaria rassegna Fuori Uso, che ha richiamato nel capoluogo adriatico autori di caratura internazionale, su tutti: Mario Schifano, Joseph Kosuth, David Hammons, Enzo Cucchi, Sergio Sarra, Maurizio Cattelan. E curatori di spessore come Nicolas Bourriaud e Achille Bonito Oliva. Insomma un fermento artistico continuo caratterizza questa città, di arte contemporanea e non solo (si pensi alla collezione di ceramiche di Castelli al Museo Paparella Treccia, tra le più importanti al mondo). E allora, benvenuto Presidente nella Pescara del fermento culturale e creativo e del collezionismo internazionale.
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