Max Gazzè: «La mia estate è rock»

Il cantautore in concerto questa sera a Magliano de’ Marsi
MAGLIANO DE’ MARSI. Le sue canzoni rapiscono grandi e piccoli a suon di rime e melodie. In inverno riempie i teatri facendo ricorso agli effetti speciali e in estate sale sul palco con la sua band per conquistare le piazze. Max Gazzè torna di nuovo in quella che lui definisce «la sua seconda casa». Dell'Abruzzo, infatti, oltre alla moglie originaria della costa, ama il mare e la montagna dove trascorre week end invernali e pause relax estive. Questa sera sarà a Magliano de' Marsi, in piazza della Repubblica a partire dalle 22. Per il suo concerto, organizzato da Settimio Colangelo della Colangelo eventi, sono arrivati nella Marsica fan da tutta la regione pronti a cantare sotto al palco.
Come cambia l'esibizione in un teatro o in uno stadio e quella invece davanti a una piazza?
Ma certamente sono tre tipologie di concerti diversi tra loro. In teatro ci sono delle dinamiche più ampie, il pubblico è seduto e attento. Si gioca sulle scenografie sui particolari. In uno stadio non puoi proporre uno concerto chitarra e voce, devi dare qualcosa di più. Spesso chi va negli stadi vuole assistere a uno spettacolo sensoriale, con scenografie e luci. Qualcosa che ho fatto e mi è anche piaciuto molto. In piazza invece porto qualcosa di diverso. Quest'anno ho voluto fare una scenografia senza video, direi rock. Un concerto fatto di luci e suoni. Farò tutta l'estate così. A me piace molto suonare nelle piazze, anche perché spesso è un'occasione di concerto gratuito e poi al livello di sensazioni è bellissimo. Senti molto il contatto con chi ti sta sentendo.
Le sue canzoni vengono apprezzate da un pubblico adulto per il messaggio che lancia e invece da un pubblico più giovanile per la melodia. Come riesce a unire questi due aspetti?
Le mie canzoni hanno una comprensione multistrato. La parte mediatica diciamo è più immediata e orecchiabile. Poi ce ne sono le altre parti, formate da rime e assonanze, che diventano una sorta di filastrocche. Spesso i messaggi vengono compresi dai genitori, le tantissime parole, che diventano degli scioglilingua, vengono ricordate dai bambini anche di 5 anni.
Che rapporto ha con i fan?
Il mio rapporto è sempre lo stesso. Non cerco di far credere di essere qualcosa di diverso da quello che sono. Ho un ruolo quando salgo sul palco, ovviamente, però non voglio avere un distacco con chi mi sta davanti. Offro un concerto e creo un ambiente rilassato, senza troppe costrizioni. Il mio posso dire che è un rapporto sincero. E poi riesco a identificare la sensazione di una serata, sento molto il pubblico.
In Abruzzo è venuto tante volte, che percezione ha di questa regione?
L'Abruzzo lo frequento da quando sono bambino e ho vissuto emotivamente quello che è successo con il terremoto. Mia moglie è della costa, per me l'Abruzzo è una seconda casa dove vado al mare e in montagna. Poi ho tanti amici e legami con L'Aquila e Sulmona. E' una regione stupenda. Seguo anche i problemi legati alla ricostruzione e conosco le dinamiche perché mi sono interessato molto e ho seguito quello che succedeva. La speranza è che si faccia presto e che ci sia sempre meno mafietta. Ma purtroppo quando ci sono i soldi succede questo.
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