“McQueen: una vita spericolata”, il film

9 Novembre 2015

Nelle sale per tre giorni storia e girato mai visto di “Le 24 ore di Le Mans”

Tra il 1970 e il 1971 Steve McQueen è il nuovo mostro sacro di Hollywood. Film come “I magnifici sette”, “La grande fuga”, , “Papillon” lo hanno trasformato nell'icona ribelle e vincente che rimpiazza il mito di James Dean. E l'attore fa il possibile per calarsi in quest'icona, un po’ megalomane e molto paranoica. Ma l'amore più grande di McQueen è per le macchine, la velocità, il rischio. Da qui la decisione di produrre e interpretare - nel '70 - un kolossal intinto nella verità e nella leggenda: “Le 24 ore di Le Mans”. La storia di questo film maledetto, per il quale l'attore rischiò la vita e la rovina finanziaria, rivive nello stupefacente documentario di John McKenna et Gabriel Clarke. Presentato al Festival di Cannes nella sezione Cannes Classics, “Steve McQueen: Una vita spericolata”, sarà nelle sale italiane oggi, domani e l'11 novembre - per ricordare l'attore nel 35° anniversario della scomparsa, avvenuta il 7 novembre del 1980. Del drammatico set di Le Mans molto già si sapeva: che Steve McQueen litigò con tutti, cacciò il regista che era stato il suo mentore (John Sturges) rimpiazzandolo con il più duttile Lee H. Katzin, fu abbandonato dalla moglie Neile, non potè guidare la Porche 908... Si è sempre ritenuto che le sequenze non montate dalla produzione fossero state bruciate dopo l'edizione commerciale. Da poco invece, sotto le assi di un vecchio magazzino, sono state ritrovate circa 500 bobine di “girato” in miracoloso stato di conservazione. Queste sequenze, e altri inediti conservati da Chad McQueen (unico figlio sopravvissuto), costituiscono l'ossatura del documentario e mostrano un verismo e una spettacolarità visiva che fa impallidire la vecchia versione del film finito.