Mika: «Non sono ancora pronto per presentare Sanremo»

FIRENZE. A Sanremo quest'anno «non ci sarò. Quest'anno lo guarderò da lontano. Mi era stato proposto di condurlo, mi hanno chiesto se fossi interessato, ma non è stata un'offerta chiara. E comunque...
FIRENZE. A Sanremo quest'anno «non ci sarò. Quest'anno lo guarderò da lontano. Mi era stato proposto di condurlo, mi hanno chiesto se fossi interessato, ma non è stata un'offerta chiara. E comunque ho risposto che onestamente non mi sentivo a mio agio nel fare una cosa del genere: è troppo presto, è il più grande show in Italia, si deve farlo con grande esperienza, non basta il senso dello show, altrimenti diventa facile cadere nel rischio della superficialità». Lo ha spiegato, ieri a Firenze, il cantante e conduttore tv, Mika, al margine della cerimonia di consegna delle Chiavi della città con il sindaco Dario Nardella.
«Il lavoro di Sanremo», ha aggiunto Mika, «è un lavoro profondo, dove devi sporcarti le mani e conoscere la cultura pop dell'Italia e soprattutto del passato». Sanremo, ha sottolineato il cantante, «è molto divertente, è come una soap opera, un musical di quattro serate. Uno spettacolo davvero affascinante», ha detto ricordando di averlo visto, lo scorso anno, sul suo «divano, bevendo vino rosso e mangiando cioccolato con Roberto Bolle». A chi gli ha chiesto se c'è un artista in gara per cui fa il tifo, Mika ha risposto: «Dipende. Dobbiamo vedere, tutto cambia quando gli artisti salgono sul palco. A Sanremo c'è questa magia, che un artista cambia sul palco. Un piccolo artista di cui tutti dicono che andrà a casa, magari diventa molto diverso e prende spazio; un altro, più grande, sul palco di Sanremo può diventare più piccolo. E questo è anche quello che tutta la gente a casa vuole vedere, le cose che funzionano a Sanremo sono le cose più semplici. Conta il rapporto umano: questi artisti che scelgono di mettersi in gioco ed entrare per una settimana nel salotto di tutti gli italiani».
A chi gli chiedeva se, a suo parere, occorresse introdurre in Italia norme per l'adozione dei bambini da parte delle coppie gay, Mika, omosessuale dichiarato, ha risposto: «Quando una persona dice “ti amo, voglio passare la mia vita con te”, se noi diciamo di no, o se noi blocchiamo tutte le altre conseguenze di questo patto, il no può provocare solamente conseguenze negative. L'amore si provoca con l'amore e la tolleranza. L'intolleranza, l'odio e anche la violenza si provoca solamente con il no e l'intolleranza. La matematica di questo principio è abbastanza chiara, però ci vuole un po’ di tempo. Tutto quello che può aiutare a incoraggiare questa idea che è l'investimento tra una persona e l'altra: una donna e un uomo, due donne, due uomini, non importa».
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