Milli Salvalai e la sua arte dell’essenziale

18 Giugno 2022

La mostra resterà aperta nella RespirArt Gallery fino a sabato 2 luglio

Inaugurazione oggi nella RespirArt Gallery di Giulianova Alta, alle 18, della mostra “Milli Salvalai”, antologica postuma dedicata alla quotata artista scomparsa lo scorso ottobre. L’esposizione, organizzata dalla galleria giuliese (corso Garibaldi 30) e curata da Berardo Montebello, resterà allestita fino a sabato 2 luglio.
La visione della mostra sarà introdotta dagli interventi di presentazione di Marialuisa De Santis e Carmine Galiè. Durante l’inaugurazione sarà presentato il catalogo dedicato all’artista, con testo critico di De Santis (già direttrice a Giulianova del Mas Museo d’arte dello Splendore) ed elaborazione grafica di Jessica Montebello.
Milli Salvalai, di origini emiliane, era nata a Nonantola. Sorella di Miriam Salvalai, anche lei apprezzata artista, giuliese di adozione. Milli si era laureata all’università di Urbino in lingue e letterature straniere. Grande viaggiatrice, aveva rivolto l’obiettivo della sua macchina fotografica a Paesi non ancora “corrotti” dal turismo, dedicandosi con passione alla ricerca di spunti insoliti. I suoi reportage fotografici coprono gran parte dell’Oriente. Successivamente Milli si è interessata alla ceramica, con una predilezione per il raku (il raku-yaki è una tecnica giapponese di realizzazione e cottura delle ciotole in argilla per la cerimonia del tè), per la bellezza austera e la naturalezza dei materiali e la spiritualità che ne scaturisce. Salvalai ha seguito corsi di ceramica a Faenza e raku a Kyoto. Con le sue opere in ceramica ha partecipato a mostre a Firenze alle Reali Poste degli Uffizi nel novembre 2012, a Lucca a palazzo Guinici nel marzo 2014, e a varie altre collettive. Si è dedicata, inoltre, alla creazione di composizioni su tela o legno, con materiali poveri come metalli, frammenti di raku, sabbie, carta. Scrive De Santis: «Forse la chiave per parlare di Milli sta nella sua attenzione e nella sua pratica della ceramica raku, così lontana dall’idea che si ha comunemente della ceramica. Una tecnica, quella raku, che è insieme filosofia, convinzione un po’ zen che la vita nasconda l’armonia e la perfezione nelle cose quotidiane, anche in quelle imperfette e non preventivate. L’armonia è nell’unicità dell’essere, che non può prescindere però dal rapporto con gli altri e con la natura. Né trascurerei delle opere di Milli Salvalai la rastremazione del colore, la riduzione all’essenziale in una sorta di raccoglimento interiore che non tollera distrazioni vistose o comunque chiassose. L’arte è il processo stesso, non solo il prodotto finito, un viaggio interiore che, come ha scritto Proust, consiste nel guardare il mondo con occhi sempre nuovi e non necessariamente cose nuove. Un’arte quella di Milli che si coglie nel recupero del concetto di tempo, di sguardo e di silenzio, cose tutte lontane dal superfluo di cui si nutre e cresce la nostra civiltà. Ecco, la ricordo così Milli: come una delicata e preziosa persona vera alla ricerca dell’essenziale».
Ingresso libero. Orari: dal lunedì al sabato 17-20, o su appuntamento,