Mimose e carezze «per una donna straordinaria»

5 Febbraio 2022

Artisti, ministri, sindaci, amici e tanta gente comune alla camera ardente accanto al marito dell’attrice. Oggi i funerali

ROMA. Un mare di mimose e rose soprattutto gialle, il colore preferito da Monica Vitti, dai 4 grandi vasi intorno al feretro ai tanti mazzetti portati dal flusso di persone di ogni generazione, fra le quali anche tante famiglie, genitori e figli insieme a renderle omaggio, hanno colorato la camera ardente in Campidoglio, che riprenderà oggi dalle 10 alle 13.00, per l’icona del cinema scomparsa il 2 febbraio a 90 anni. Ad accogliere il feretro il sindaco di Roma Roberto Gualtieri che si è fermato con il marito dell’attrice, il regista Roberto Russo, circondato per tutto il giorno da parenti e amici.
Tra i primi ad arrivare, Walter Veltroni, che su richiesta di Russo aveva annunciato la scomparsa dell’attrice sui social, e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Sua anche una delle due grandi corone in fondo alla sala, insieme a quella del Sindaco e a un gonfalone della Lazio, squadra del cuore dell'interprete di “L’avventura”. Ad accompagnare chi entra, un montaggio di sue foto, fra set e vita. «Cercheremo anche di ricordarla intitolandole un luogo della nostra città», annuncia Gualtieri. Per il ministro della Cultura Dario Franceschini era «una donna straordinaria e un’attrice incredibile, rimasta, nonostante gli ultimi anni di assenza, vividissima nel cuore degli italiani».
Dacia Maraini che aveva stretto un legame profondo con lei dal film “Teresa la ladra” (1973) adattamento del suo romanzo “Memorie di una ladra”, spiega che «Monica aveva una capacità che andava al di la del talento attoriale. Dei suoi film era anche regista. Custodisco la sua allegria». Marisa Laurito non frena le lacrime e ricorda i tanti anni passati insieme: «Io allora non ero nessuno. Cantavamo, suonavamo, ridevamo... Era una donna molto speciale umanamente e artisticamente, elegante, di classe, ironica, intelligente, bella. Abbiamo perduto tanto». Tra le amiche più care arriva anche Giovanna Ralli: «È stata un’amica straordinaria e la più grande attrice del cinema italiano», dice. «Ricordo le cene che organizzava a casa sua, alle quali veniva spesso Alberto Sordi. Alla fine ci mettevamo a ballare». L’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli nota: «I dubbi avuti per tutta la vita l’hanno resa umana e l’hanno fatta amare e capire da tutti. Roberto Russo mi ha ricordato che avrei dovuto sposarli, nel 2000. Ma ero in Cina per un impegno istituzionale e abbiamo mancato l’occasione». Tra i volti del mondo dello spettacolo (molti saranno ai funerali di oggi alla Chiesa degli Artisti) ci sono l'amministratore delegato di Cinecittà Nicola Maccanico («Se il nostro cinema conta quanto conta, lo dobbiamo a personaggi della sua grandezza»), Citto Maselli e attori come Pino Quartullo, Diego Ribon («era una grande attrice e una donna meravigliosa, carica di umorismo e ironia») e Antonella Ponziani: «Era il mio mito». La gente comune le porta fiori, messaggi, lettere, ritratti, dediche commoventi, come «Il vuoto tutto intorno, ma non dentro», «Grazie per i sogni», «Sei stata la mamma di tutti noi». Emanuela, che ha portato una rosa rossa «perché lei amava il turchese e il corallo. Aveva una grande femminilità, è stata un esempio nel modo in cui ha difeso e valorizzato la dignità delle donne». Per Roberta «ha rappresentato un modello di femminilità, talento e autorevolezza.... le voglio bene».