Moisè Curia, da Braccialetti rossi al cinema con Neri e Rocca

7 Giugno 2015

A 24 anni, Moisè Curia, nuovo idolo di molte adolescenti grazie al ruolo dell'enigmatico ma generoso Ruggero in “Braccialetti rossi”, non ha paura delle sfide. Aveva lasciato casa e famiglia in...

A 24 anni, Moisè Curia, nuovo idolo di molte adolescenti grazie al ruolo dell'enigmatico ma generoso Ruggero in “Braccialetti rossi”, non ha paura delle sfide. Aveva lasciato casa e famiglia in Calabria a 14 anni, per venire a studiare recitazione a Roma, e ora punta anche al cinema. È protagonista con Francesca Neri di “La nostra quarantena” di Peter Marcias, che chiuderà la Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro (20-27 giugno) e uscirà in autunno. Inoltre ha da qualche giorno finito le riprese di “Abbraccialo per me” di Vittorio Sindoni, dove si è calato nei panni di Ciccio, giovane talentuoso e bipolare protetto da una madre che non si arrende (Stefania Rocca). Le riprese della prossima stagione di Braccialetti rossi «dovrebbero partire ad agosto. Per quanto non abbia ancora la certezza ufficiale, penso ci sarà anche il mio personaggio» dice Curia. Intanto lo vedremo al centro della prima puntata di “Provaci ancora Prof 6”: «Veronica Pivetti è una grande professionista, sempre molto concentrata in quello che fa», commenta l'attore, che ha recitatoanche nella fiction “Non è mai troppo tardi”, nella commedia nera di Daniele Ciprì, “La buca” e nel ruolo di Panfilo, uno dei novellatori, in “Maraviglioso Boccaccio” dei fratelli Taviani. Un percorso tra palcoscenico, piccolo e grande schermo, che Curia si è costruito mettendosi costantemente in gioco: «Per mantenermi e pagarmi le scuole (fra le altre l'Eutheca e il Centro Sperimentale di Cinematografia) ho lavorato da manovale, ho ballato l'hip hop e ho fatto teatro di strada», racconta, «Sono anche andato a fare esperienza a Londra e ho avuto l'occasione di lavorare con compagnie come l'Odin Teatret di Eugenio Barba». Nell'ultima stagione teatrale era in tournee con “Chet - Un angelo mancato” di Clarizio Di Ciaula, nei panni del grande trombettista jazz Chet Baker: «Vorrei riprendere lo spettacolo e portarlo a Roma nella prossima stagione. Raccontiamo Baker nel suo immenso talento e nei suoi eccessi, nei suoi amori... Era curioso vedere in platea molti adolescenti, fan di Braccialetti rossi, che così hanno potuto scoprire la musica di Baker e la sua storia. Mi piacerebbe riuscire a unire pubblici diversi». Per interpretare il giovane bipolare di “Abbraccialo per me”, ritorno al cinema di Sindoni, «ho voluto conoscere dei ragazzi con patologie simili e ho parlato con psicologi che mi hanno spiegato le forme più o meno avanzate della malattia. Ho cercato di evitare ogni stereotipo per raccontare la realtà».

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