“Mondocane”, sound spensierato per Dile

17 Maggio 2022

Nuovo disco del cantautore francavillese: canto l’inutile “chiodo scaccia chiodo”

FRANCAVILLA AL MARE. «Il racconto di una storia d’amore e di ciò che ne resta», accompagnato, però, da un ritmo «spensierato». Fuori da venerdì “Mondocane”, il nuovo singolo del cantautore Dile, al secolo Francesco Di Lello. Francavillese, classe 1989, annoverato tra i talenti emergenti più apprezzati del pop-cantautorale italiano.
Il brano, prodotto da Iacopo Sinigaglia, apre un nuovo capitolo del percorso artistico di Dile. «Mondocane è il singolo che anticipa il nuovo album su cui sto lavorando. Rispetto ai precedenti, il sound ha un’impronta più internazionale. È stata una grandissima scommessa riuscire a trattare un argomento triste con una ritmica più veloce, leggera e spensierata», racconta Dile al Centro. «Rispetto ai lavori precedenti mi sento cresciuto e credo di essere andato nella direzione giusta».
Il cantautore abruzzese nel nuovo singolo affronta l’illusione di poter sostituire un amore con un altro dopo una delusione: il classico «chiodo scaccia chiodo» che, però, non leviga il dolore e non cancella i ricordi. «Ci ritroviamo nella convinzione che vedere altre persone ci farà scordare il nostro rapporto, nell’estrema falsità della cosa. Il chiodo scaccia chiodo non cura niente e allunga solo il dolore» aggiunge. Un racconto in cui è facile riconoscersi; un brano fatto di contrasti: testo ruvido e intimo, sound spensierato che esalta l’intensità vocale dell’artista. Il brano arriva a distanza di un anno dal singolo “Maledetti noi”. Il percorso artistico di Francesco inizia nel 2019 con il brano di esordio “Perdersi”, che ha superato in un mese i 100.000 ascolti ed è entrato nella playlist viral 50 di Spotify. Il disco “Rewind”, pubblicato a novembre 2020, ha superato gli 11 milioni di ascolti. Con “Mondocane” regala nuove sfumature della sua musica, senza perdere la profondità della scrittura, sua caratteristica dagli esordi. «Ho sempre avuto la passione per la scrittura, fin da quando ero piccolo. Il passaggio al cantautorato è stato quasi automatico. La mia vita è stata sempre piena di musica, fin da quando ascoltavo Lucio Battisti con mio padre. Ricordo ancora quando lo supplicai di acquistare una tastiera... Mi sono approcciato alla musica da autodidatta. Mi appoggio agli strumenti per accompagnarmi, ma mi sento più cantautore che musicista. Suono per creare cose che diventano canzoni». Lo ispirano i cantautori italiani, come Battisti, Dalla e Bersani, ma il suo «idolo indiscusso» è Kurt Cobain: «Sono cresciuto con i Nirvana. Li ho scoperti quando avevo 14 anni, comprando un loro cd perché mi piaceva la copertina. Da lì è iniziato il mio “mondo Nirvana”. Mi sono affezionato nella scrittura alla malinconia di Cobain».