Mostra “Conosci te stesso”: PierGiò si ispira a Munch

PESCARA. Si firma PierGiò, si chiama Pierluigi Di Michele e nelle sue opere «scava instancabile con le sue mani dentro sé stesso, indugia tra le pieghe più intime e restituisce tutto all’osservatore»...
PESCARA. Si firma PierGiò, si chiama Pierluigi Di Michele e nelle sue opere «scava instancabile con le sue mani dentro sé stesso, indugia tra le pieghe più intime e restituisce tutto all’osservatore». Così viene presentato l’artista pescarese che con la personale “Conosci te stesso” è ospite fino all’8 gennaio (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20 ) al Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara.
La mostra è curata da Maurizio Cimino e Raffaella Mervoglino. Si tratta di un’ulteriore e importante tappa nel già ricco percorso dell’architetto, pittore e scultore abruzzese, che dalla meditazione emotiva, dai nascosti combattimenti dell'anima trae nutrimento. Con una sincerità cristallina e un’urgenza espressiva, che inducono spontaneamente alla riflessione sulla complessità del reale. Non a caso, tra i punti ideali di riferimento, PierGiò annovera un maestro dell’introspezione, il norvegese Edward Munch, e un’opera di lacerante impatto, “L’Urlo”, con la quale ha voluto confrontarsi, se non proprio immedesimarsi fino in fondo. «Siamo, per una precisa scelta estetica, nel cuore di un’arte che non fornisce risposte ma pone domande», osservano i curatori, «non rassicura ma inquieta, non cavalca la facile onda della omologazione, ma dichiara la sua libertà. Un’arte che cerca la condivisione di chi guarda, nel nome di una comune sofferenza e di un comune bisogno d'amore».
Insieme a una selezione di opere rappresentative delle diverse fasi di ricerca, la mostra pescarese presenta un nucleo di opere nuove, «concepite per l’occasione e accomunate alle altre dall’assenza di compiacimenti formali o di inutili estetismi». La location di “Conosci te stesso” negli spazi del Museo delle Genti d’Abruzzo, tra preziose testimonianze della storia culturale e sociale della regione, «lungi dal rappresentare un semplice sfondo, costituisce invece un aspetto identitario dell’esposizione», spiegano le note di presentazione, «perché l’autore coglie della sua terra gli umori profondi, quali il millenario rapporto tra arte e natura, nonché la fierezza e la capacità di resilienza». PierGiò e il Museo delle Genti percorrono un tratto di strada insieme, mescolano le loro acque in un unico fiume: il passato proietta la sua forza nel contemporaneo e il contemporaneo fa rivivere il passato, secondo accordi inaspettati e sorprendenti per i visitatori.