Mostra e documentario per celebrare Ettore Spalletti

Nuove e vecchie creazioni in una grande esposizione dall’8 aprile a Monaco e un film che racconta la vita dell’artista abruzzese fra Spoltore e Cappelle
Il Nouveau Musée National nel Principato di Monaco ospiterà, dall’8 aprile fino al 3 novembre, un nuovo progetto dell’artista abruzzese, Ettore Spalletti, curato da Cristiano Raimondi e realizzato appositamente per gli spazi di Villa Paloma attraverso un percorso costituito da quaranta opere nei sette ambienti articolati nei tre piani della villa. Gli spazi pensati e realizzati da Spalletti, 79 anni, di Cappelle sul Tavo, mettono in scena, in maniera non cronologica, tutti gli aspetti del suo lavoro attraverso la presentazione di nuove importanti produzioni insieme a opere storiche provenienti sia dal suo studio che da importanti collezioni private.
Risale al 2014 la più completa retrospettiva dell'opera dell'artista abruzzese, intitolata “Un giorno così bianco, così bianco”, allestita in un circuito museale formato dal Maxxi di Roma, dalla Gam di Torino e dal Museo Madre di Napoli. Spalletti ha realizzato due installazioni permanenti, nel 1996, la Salle des dèparts, per l'Hôpital Poincaré di Garches - Parigi, e nel 2016, la Cappella di Villa Serena a Città Sant’Angelo.
Il Nouveau Musée National de Monaco presenta questo nuovo progetto nell’ambito di un programma espositivo dedicato ad artisti che, come Thomas Schutte, Richard Artschwager, Erik Bulatov, Mike Nelson, Alfredo Volpi, hanno sviluppato una ricerca autonoma, indipendente da movimenti o correnti artistiche, rivolta alla fusione delle arti e all’esperienza concreta dello spazio.
Il catalogo della mostra di Spalletti, pubblicato da Mousse, contiene una conversazione inedita dell’artista con Hans Ulrich Obrist, testi critici di Cristiano Raimondi e di Valerie De Costa, i saggi rieditati di Tommaso Trini, Daniel Soutif, Daniela Lancioni, Bruno Corà, e altri ancora.
«A partire dagli inizi degli anni Settanta», spiegano le note di presentazione della mostra, «Spalletti porta la sua ricerca verso un dialogo tra classicità e contemporaneo e inizia a realizzare pittura e scultura attraverso un articolato studio del colore e della sua interazione con lo spazio. Nella ideazione degli ambienti, composti principalmente da opere tridimensionali monocrome, i rosa e gli azzurri dei paesaggi dell’Abruzzo - la regione affacciata sull’Adriatico dove l’artista ha sempre vissuto e lavorato - sono sublimati e resi atemporali grazie al materiale con cui sono realizzate le sue opere».
«Lo studio dell’artista», proseguono le note, «é il punto di partenza per la costruzione del percorso espositivo nel quale, come un direttore d’orchestra, riorganizza l’architettura dove progetta il suo intervento attraverso percorsi di colori e volumi, che divengono proiezioni della sua dimensione spirituale e del paesaggio che lo circonda sino dalla sua nascita per regalarci un’ atmosfera di spiritualità universale e rigore».
In occasione della mostra è stato realizzato, con il contributo del Nouveau Musée National, un documentario dedicato a Spalletti scritto e diretto da Alessandra Galletta, prodotto dalla casa di produzione indipendente milanese Lagalla23 Productions, che verrà presentato in anteprima mondiale. «Il racconto della realtà quotidiana dell’artista – metodica e contemplativa -, nei suoi luoghi – Pescara, la casa a Spoltore, lo studio a Cappelle sul Tavo, le abbazie, le montagne, il mare e il cielo d’Abruzzo – e della sua immagine pubblica attraverso le numerose mostre personali nelle più importanti gallerie internazionali e muse», si legge nelle note introduttive del documentario. «Una lunga e approfondita intervista, raccolta da Alessandra Galletta tra il 2016 e il 2018, scandisce la narrazione per immagini insieme a voci diverse che arricchiscono il ritratto di umano ed artistico tra le quali lo storico dell’arte Germano Celant, il padre gesuita Andrea Dall’Asta, il direttore della Marian Goodman Gallery Andrew Leslie Heyward, le galleriste Lia Rumma e la nipote Benedetta Spalletti».
Dopo la première a Monaco, il documentario sarà presentato in festival europei per seguire poi il circuito di distribuzione televisiva in diversi Paesi.
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