Musiche rom e celtiche oggi e domani nell’antica Necropoli

CAMPLI. Nella suggestiva cornice della Necropoli di Campovalano di Campli prendono vita oggi e domani due nuovi appuntamenti della 30ª Stagione concertistica dell’Associazione Orchestrale da Camera...
CAMPLI. Nella suggestiva cornice della Necropoli di Campovalano di Campli prendono vita oggi e domani due nuovi appuntamenti della 30ª Stagione concertistica dell’Associazione Orchestrale da Camera “Benedetto Marcello” in collaborazione con l’associazione Culturale Campovalano Viva. Protagonisti due particolari Trii, dalle sonorità insolite, I Taraf de Gadjo e i The Old Ways. Il primo è un trio è composto da Domenico Mancini al violino, Guerino Taresco al contrabbasso e Giuseppe Moffa alla chitarra. “Taraf de Gadjo” sta a indicare una formazione strumentale tzigana (taraf) composta da musicisti non rom (gaggè). Lo spettacolo si incentra sulla musica romanì dell’aria compresa tra Ungheria, Romania e Russia, nonché brani della tradizione Klezmer e Manouches (Gypsy Jazz). Il gruppo interpreta la musica dei Rom senza cercare di fare una cattiva copia del loro modo di suonare assolutamente originale e inimitabile. . Il concerto di domani 12 luglio invece ha come protagonisti i The Old Ways, trio formato da Giovanna Girolami, soprano di squisita sensibilità vocale coniugata ad una voce limpidissima di provenienza lirica, suggestiva ed evocativa con la sua arpa celtica e flauto a becco; Vinicio Ferracuti, coinvolgente nelle melodie e armonie con la sua chitarra classica e bouzouki irlandese; Albero Fabiani, strabiliante nei virtuosismi del suo violino, plasmato da una carriera ricca di importanti referenze concertistiche. Il trio propone un repertorio composto principalmente da brani di musica celtica etnica popolare e di quella sacra e profana medievale. Ripercorrendo e cavalcando la storia delle antiche laudi sacre cortonesi, lungo i nebbiosi campi di battaglia dei cavalieri celtici, fino alle coinvolgenti ballate irlandesi, il trio ammalia ed evoca, coniugando laudi dall’accompagnamento essenziale, al vasto filone della musica etnica del ceppo gaelico.

