“N”, ecco lo sguardo di Pasqui sulla provincia

Alla Galleria Caravento di Pescara gli scatti in bianco e nero dell’autore toscano raccontano l’ambivalenza dei piccoli centri
PESCARA. N come nulla, noia, normalità. “N” è lo sguardo di Iacopo Pasqui su una provincia italiana e la sua ambivalenza, il suo rapporto coi suoi abitanti, in particolare con la generazione dei trentenni, la stessa dell’autore, un fiorentino classe 1984 che da tempo vive a Pescara e lavora dove serve il suo obiettivo. La mostra “N” sabato 30 ottobre sarà inaugurata a Pescara nei locali di Ceravento, lo spazio espositivo di Loris Maccarone al civico 161 di corso Vittorio Emanuele II.
L’apertura della personale è prevista alle 16, con presentazione alle 18 del relativo libro “N” a cura dei fotografi Paolo Dell’Elce e Attilio Gavini. La mostra sarà visitabile fino a venerdì 12 novembre: dal martedì al sabato nell’orario 16-19.
Vincitore nel 2019 a Reggio Emilia proprio con “N” del premio “Giovane Fotografia Italiana #07” nell’ambito del Festival Fotografia Europea, Iacopo Pasqui descrive in bianco e nero l’essenza della vita in una qualsiasi provincia italiana, specie nella sua relazione coi trentenni, cristallizzati tra il restare e il partire, tra fame di futuro e legame con le radici. «Giovani dalle solide strutture e formazioni che devono confrontarsi con le provinciali dinamiche contemporanee in cui sono intrappolati, in bilico tra l’andare o il restare, tra il desiderio di un futuro diverso e la voglia di non voler rinunciare al proprio paese», sottolinea l’autore. «Luoghi in cui si è quasi costretti a vivere secondo logiche prestabilite, dettate da una sorta di regola superiore che impone un’esistenza normale e prescrive comportamenti standard, di un certo tipo di mentalità: la famiglia perfetta, l’amore idilliaco, l’annientamento di valori culturali profondi e la celebrazione di un intrattenimento povero, lo svolgimento di un lavoro senza troppe pretese. Già, ma qual è la normalità? Come un gigantesco buco nero questo luogo sembra risucchiarci. Esiste spesso un filo sottile, a tratti impercettibile, ma incredibilmente forte tra un luogo di appartenenza e i suoi abitanti».
Nel racconto di Pasqui, tra oggetti, ambientazioni, particolari, ogni elemento presente nelle fotografie descrive una quotidianità, una mentalità, dei valori. «Sono felice di ospitare Iacopo Pasqui che con la sua sensibilità ci racconta momenti di vita quotidiana e la relazione tra gli uomini e le cose», dice il gallerista Maccarone. «Luoghi non luoghi, dove il segno dell’uomo permette all’osservatore di ritrovarsi in un vissuto anche proprio». Iacopo Pasqui ha pubblicato e collaborato con istituzioni pubbliche e private come Mibact, Istituto centrale per il catalogo e la documentazione, Istituto dell’Enciclopedia Treccani, Einaudi, riviste e giornali (L’Espresso, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Zeit Magazine, Volkskrant Magazine). Ha partecipato a festival e residenze artistiche e ha tenuto diverse personali e partecipato a collettive.

