“Napoli ’44” come Aleppo oggi L’eterna tragedia della guerra

19 Ottobre 2016

ROMA. Crateri di bombe, palazzi sventrati, cumuli di macerie, bimbetti sottonutriti e volti allucinati dalla fame, dalla sete, dalla sofferenza. Se non fosse per le immagini in bianco e nero datate,...

ROMA. Crateri di bombe, palazzi sventrati, cumuli di macerie, bimbetti sottonutriti e volti allucinati dalla fame, dalla sete, dalla sofferenza. Se non fosse per le immagini in bianco e nero datate, il Vesuvio e lungomare sullo sfondo, potrebbe essere un filmato di Aleppo o di qualche altra città bombardata. Per questo, ma non solo per questo, “Naples '44” (Napoli '44) di Francesco Patierno, presentato ieri alla Festa di Roma, è un documentario struggente che incredibilmente fa associare quelle immagini, recuperate negli archivi di guerra di tutto il mondo, ai conflitti di oggi. «Volevo», dice Patierno, «che venisse annullata la distanza temporale tra passato e presente, quel tempo non è così lontano. “Napoli '44” è uno specchio di quello che accade oggi ad Aleppo e non solo. Tutte le guerre sono uguali, la vita che ci si trova a fare in una città bombardata è la stessa in ogni latitudine e epoca».

Il film - in onda su Sky Cinema a gennaio e poi, vista anche l'accoglienza di ieri alla Festa di Roma, forse in sala - prende le mosse dalle famose memorie militari di Norman Lewis (edite da Adelphi), il giovane ufficiale inglese aggregato alla V Armata Usa che annotò giorno dopo giorno la sua esperienza in quella che fu la città italiana più bombardata nella II guerra mondiale.

«Abbiamo cercato immagini negli archivi di tutto il mondo, quelli sterminati degli americani con metri e metri di pellicola ancora mai visti e poi archivi a Londra, in Italia», dice Patierno che dal padre, «sopravvissuto ad un bombardamento solo perché stava dalla parte giusta del marciapiede», è stato avvicinato al libro di Lewis da cui tutto il film è partito. Il regista napoletano immagina che il soldato torni in quei luoghi dove ha visto tanta vita e tanta disperazione e - con la voce narrante di Benedict Cumberbatch e in italiano di Adriano Giannini - li abiti di nuovo. “Napoli '44” è anche un omaggio al cinema che ha saputo raccontare quegli anni terribili: «Dentro c'è Rossellini di Paisà, Cavani della Pelle e poi ancora Napoli Milionaria, O sole mio, Le 4 giornate di Napoli, il Miracolo di San Gennaro e uno sconosciuto Re di Poggioreale».

Immagini d'archivio, immagini di ricostruzione, spezzoni di cinema compongono l'affresco napoletano di Patierno, con “segnorine” e militari, sciuscià e jazz, sopravvivenza e disperazione e voglia di non dimenticare.

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