Napoli criminale? E’ una storia tutta da ridere

E’ un successo “Ammore e malavita” la commedia musicale dei Manetti Bros che mischia delitti e canzoni sentimentali
VENEZIA. Perché mai mettere in corsa per l'Italia in un prestigioso concorso internazionale come il Festival di Venezia un film come “Ammore e malavita” dei Manetti Bros? Perché, come ricorda puntualmente il ballabile tormentone dell'ultima canzone di questo musical, è vero che il resto del mondo c'è, e non ci si può fare nulla, «ma non è Napoli». E che questa città sia davvero unica, per cultura e carattere, lo dimostra ancora una volta questo film, pieno di musica, dal neo-melodico all'hip hop, ironia, luoghi comuni, parodie, citazioni di Michael Jackson e vitalissima umanità. E questo per raccontare, in una sorta di Bollywood-camorra in salsa partenopea, tutti i sentimenti alla potenza, proprio come li raccontano le canzoni e sceneggiate, ovvero: l'amore, l'odio, la malavita, la fedeltà, il tradimento...
Nel cast, un “immenso” Carlo Buccirosso, Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Raiz e una credibile Claudia Gerini nel ruolo di napoletana. Si parte con una veduta dal mare di Napoli, che stringe poi sull'ospedale Santa Maria della Pietà. Ed ecco in una bara, la prima canzone, “Al mio funerale” cantata da Carlo Buccirosso nei panni del boss della camorra Don Vincenzo, anche detto “U Re do pesce”. Ed è lui un po’ al centro di questo film, in sala dal 5 ottobre con 01.
Moglie vistosa, Donna Maria (Gerini), e squadra di camorristi al suo comando, U Re do Pesce (ha un allevamento di cozze a Pozzuoli) ha anche la sue teste di cuoio. Ovvero una coppia di killer chiamati “Le Tigri”, Ciro (Giampaolo Morelli) e Rosario (Raiz, cantante degli Almamegretta) addestrati, per lunghi anni, alla arti marziali e all'uso delle armi (Uzi). Ma come ricorda il titolo, “Ammore e malavita”, quello che si gioca in questo film che porta i turisti stranieri a visitare Le Vele di Scampia (con tanto di balletto e selfie), di balli in corsia, di panic room da vero criminale, sono alla fine le pallottole vaganti (quelle della camorra) e poi, ovviamente, l'ammore (quello con la doppia emme alla napoletana). Sulle prime c'è una splendida canzone che unisce pallottole a sentimenti che recita così «tu eviti ì pallottole come eviti i sientimenti, mentre sull'amore c'è l'amore».
L'amore ritrovato, che racconta, in puro stile neo-melodico, come lo spietato Ciro non può nulla, e si redime, quando rincontra “a guagliona du primmo ammore”, Fatima (Serena Rossi), quello che aveva vissuto da ragazzino e poi perso per sempre.
Le musiche sono a cura di Pivio e Alde De Scalzi. Nel film in tutto 15 canzoni (13 in napoletano e 2 in inglese) e anche un cameo di Pino Mauro, il signore della sceneggiata napoletana che a Piazza del Plebiscito canta “Chiagne femmina” seduto su un trono di pulcicorni.
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