Nastri d’argento, otto volte Dogman

Il film di Matteo Garrone domina i premi consegnati ieri sera a Taormina. Albanese e Cortellesi migliori attori comici
TAORMINA. Moltiplicate Dogman di Matteo Garrone otto volte, gli altrettanti Nastri d'argento andati al film, ovvero: miglior film dell'anno, regia, produzione (lo stesso Garrone con Paolo Del Brocco per Rai Cinema), scenografia, sonoro, montaggio (ex aequo con Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino), casting director e attori protagonisti Marcello Fonte e Edoardo Pesce. Si difende Loro di Paolo Sorrentino a cui vanno sceneggiatura e i Nastri per gli attori Elena Sofia Ricci, Kasia Smutniak e Riccardo Scamarcio. Come un gatto in tangenziale con Paola Cortellesi e Antonio Albanese è invece, come già annunciato sabato scorso, la commedia dell'anno, mentre Ammore e malavita vince per musica e canzone.
Questi sono solo alcuni dei premi che consegnati, ieri, al Teatro Antico di Taormina in una serata condotta da Carlotta Proietti che andrà poi in onda il 6 luglio su Rai1 e nel mondo con Rai Italia dopo lo speciale (mercoledì 4 luglio) su Rai Movie.
Tra gli altri premi principali Nastro per l'opera prima a La terra dell'abbastanza di Fabio e Damiano D'Innocenzo, miglior soggetto a Luciano Ligabue che per Made in Italy ritira anche l'Hamilton behind the camera Award. È Massimo Ghini invece Nastro alla carriera, mentre s Claudia Gerini va il Premio Nino Manfredi.
Infine, Edoardo Leo è, per il Sindacato giornalisti cinematografici, Personaggio dell'anno.
Premi tecnici di quest'edizione: per la fotografia (Gianfilippo Corticelli) a 'Napoli velatà di Ozpetek; per i costumi (Nicoletta Taranta) per Agadah e A ciambra; per il sonoro in presa diretta (Maricetta Lombardo) ex aequo a Dogman e L'intrusa.
Tra i protagonisti dell'annata: Gabriele Salvatores (Nastro Argentovivo cinema&ragazzi) autore de Il ragazzo invisibile - Seconda generazione; Paolo Virzì (Ella&John - The leisure seeker) e Vittorio Storaro per la “cinematografia” del film di Woody Allen La ruota delle meraviglie.
«Troppi premi? Forse, ma segnalazioni decisamente importanti, significative e meritate: la scelta del Direttivo ha voluto sottolineare la qualità di un anno speciale, di ripresa assoluta nella qualità del cinema italiano, in netta controtendenza sull'andamento dei dati nelle sale», spiega Laura Delli Colli, presidente, a nome del direttivo nazionale del Sindacato giornalisti cinematografici.
«È indubbio che un'ondata positiva di talento, di novità e di rilancio abbia segnato, infatti, con una fortissima visibilità, il successo del cinema italiano negli appuntamenti con i premi internazionali e i grandi festival, con un effetto positivo non solo di immagine ma anche di mercato avviato fin dalla notte degli Oscar».
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