Nek: «Il mio gioco preferito resta la musica»

11 Maggio 2019

MILANO. «Un esperimento che non avevo mai fatto questo progetto in due parti, due uscite in momenti diversi, per raccontare storie con tutto il tempo necessario: ho necessità di respirare e di far...

MILANO. «Un esperimento che non avevo mai fatto questo progetto in due parti, due uscite in momenti diversi, per raccontare storie con tutto il tempo necessario: ho necessità di respirare e di far respirare la gente. La seconda parte arriverà in autunno. Le due parti sono contraddistinte da storie diverse per dare più tempo da far ascoltare, pur con tutta l’essenzialità». È la fotografia fatta da Nek sul suo nuovo album “Il mio gioco preferito - Parte prima” uscito ieri.
Il rinnovamento rispetto ai lavori precedenti si percepisce nella musica che non è più solo elettronica.
«Ho avuto l’esigenza di andare in un’altra direzione. Man mano che lavoravamo alle nuove canzoni, ho cominciato a sentire la necessità di allontanarmi dall’impronta elettronica del mio precedente album. Ha prevalso il bisogno, da musicista, di andare all’essenziale nella scelta degli strumenti e di sviluppare per questo nuovo progetto suoni veri, batteria, più chitarre, meno sintetizzatori, meno tastiere. Alcuni strumenti li ho suonati anche io: mi sono divertito a tornare alle origini».
In “Musica sotto le bombe” Nek si dà allo ska.
«Mi sono rifatto ai Police, ma il mio ska è meno aggressivo rispetto a quello tradizionale. Il brano è un omaggio alla capacità che abbiamo di reagire al dolore che c’è ogni giorno. Credo ci sia sempre una speranza ogni volta che assistiamo, inermi, a scenari di guerra, di distruzione, femminicidi, nei quali semplicemente vivere, diventa un’impresa titanica».
Il singolo che ha anticipato l’album si intitola “La storia del mondo”. Perché?
«A fare la storia del mondo sono grandi impostori, mafiosi e chi più ne ha: sono un pessimo esempio da non seguire di certo. Ognuno di noi, comunque, ha una sua parte in questo meraviglioso insieme chiamato mondo, soprattutto nel bene. È bellissimo guardarsi intorno e rendersi conto che siamo un tassello di una grande cosa e che tutto quello che viviamo esiste per noi».
A dare il titolo all’album è la canzone “Il mio gioco preferito”.
«Credo di essere un privilegiato perché mi piace il lavoro che faccio. Vi sono dei miei amici cui invece non piace il lavoro che fanno: io sono certamente fortunato. In realtà questo pezzo parla di me e di come affronto la vita cercando di viverla attraverso la parte del bambino che c’è in me, con il suo stupore per le cose, la sua incoscienza, la sua indomabile voglia di giocare. Il tempo è inquieto e strano».
Il 22 settembre Nek tornerà a essere protagonista “live” all’Arena di Verona, a due anni dal concerto evento del 2017. Da novembre Nek tornerà a esibirsi in concerto nelle principali città europee. Queste le date del tour europeo: 18 novembre al TonHalle di München, 25 al Cirque Royal di Bruxelles, 26 al Bataclan di Paris, 30 al Rockhal Club di Luxembourg, primo dicembre al Shepherd's Bush di London e 2 dicembre al Teatro Nuevo Apolo di Madrid.
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