Nel museo-macelleria degli amori

11 Ottobre 2019

Oggi e domani al Florian di Pescara “Quartett” di Heiner Müller

PESCARA. Due attori in scena formano un quartetto di personaggi: accadrà stasera e domani sera (inizio sempre alle 20.45) al Florian Espace di via Valle Roveto a Pescara. Lo spettacolo teatrale che inaugurerà la stagione 2018-2019 del Florian si intitola “Quartett” ed è un testo del drammaturgo tedesco Heiner Müller scomparso nel 1995, per la regia di Alessandro Marmorini. In scena i due interpreti dell’opera ispirata alle settecentesche “Relazioni pericolose” di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos, in anteprima nazionale per il Florian. La compagnia è quella dell’Officina Dinamo-Tiberio Fiorilli. La traduzione in Italiano del testo tedesco è quella del grande germanista Saverio Vertone.
«Quartett», si legge nelle note di regia, «può essere visto come il selvaggio ring dove due amanti perduti e annoiati possono evocare le loro più perverse fantasie in un duello immaginario, un cruento gioco di ruolo dove entrambe le individualità tentano di sopraffare l’altra».
«Il testo di Müller», dice Roberto Negri, 60 anni, romano “naturalizzato” pugliese, «va al di là della contemporaneità e ha la qualità, come pochi altri, di essere nel presente e anche nel futuro».
Qual sono i temi dello spettacolo?
La morte, la vecchiaia e il tempo che è un po’ il terzo personaggio in scena. Il tutto giocato in una che la messa in scena sottolinea l’atemporalità della storia. Ci sono le parrucche del Settecento, ma non sono parrucche naturalistiche bensì citazioni che, come altre, sono connesse alla scrittura di Laclos, ma in quanto, per l’appunto, citazioni che richiamano l’atmosfera dell’opera dello scrittore francese. In realtà siamo in un museo-macelleria degli amori perduti.
Il cinismo dei due protagonisti è rivolto anche contro loro stessi?
Assolutamente sì. Il Quartett si chiama cosi perché gli interpreti sono due ma, in realtà, sono in quattro. Entrambi interpretano, in un gioco perverso ma eccellente, un altro da sé in un gioco al massacro tra loro che però è lo stimolo vitale che li conduce avanti e oltre se stessi.
Che cosa significa per un attore interpretare due personaggi in scena?
Può capitare che un attore, all’interno di una pièce, faccia due personaggi. In questo caso, però, sono più di due i personaggi: quello che, nel mio caso, lui interpreta, l’altro e quello che nell’interpretarlo continua a essere presente come attore. Quindi, in scena ci sono due personaggi e un attore, e questo gioco teatrale Müller lo evidenzia perché, all’interno del gioco dei due in qualche momento percepiamo che i due stanno giocando al teatro.
Come vorrebbe che il publico reagisse a questo spettacolo?
Ci siamo affidati a questo giovane regista di eccellente qualità, Alessandro Marmorini, che ci ha suggerito delle ipotesi che non ci aspettavamo. Il pubblico rimane inizialmente stupefatto quasi. In seguito quello che dovrebbe accadere, e che è accaduto nelle anteprime fatte finora, porta con sé degli elementi, delle riflessioni filosofiche che sono passate non attraverso il raziocinio, mentre l’azione si svolge in scena, ma per un’acquisizione più interiore, più emotiva che porta con sé poi un seguito di riflessione e di memoria che trasforma il tutto in un’esperienza destinata a diventare preziosa.
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