Nel saggio di Maresca, il mondo che ci aspetta

25 Aprile 2023

L’imprenditore pescarese traccia un’analisi della proprietà privata sganciata dalla sua funzione sociale

PESCARA. Dalla “tragedia dei beni comuni” alla “tragedia dei beni privati”. Silvio Maresca (nella foto) parte dalla teoria economica avanzata da Hardin per analizzare una situazione attualissima e assai dibattuta, cioè cosa succede quando si arriva alla privatizzazione di ogni bene collettivo e a una conseguente distribuzione della ricchezza drammaticamente disuguale. L’interessante analisi prende corpo nel volume edito da Armando Editore, La tragedia dei beni privati. Il web ci salverà?, in cui l’imprenditore pescarese impegnato nel settore turistico, nel settore immobiliare e in quello delle energie rinnovabili, si interroga su cosa succede quando la proprietà privata smette di essere regolata da quella funzione sociale che la rende strumento di creazione di benessere privato e collettivo.
Una domanda che assume grande importanza nel quadro generale del neoliberismo e della globalizzazione che consentono di abbattere confini nazionali, regimi fiscali e mercati. E soprattutto, di fronte all’espansione dell’infosfera, che crea ancora nuove dimensioni e quindi nuovi e inediti beni da privatizzare. Un meccanismo ininterrotto che innesca altre dinamiche di disuguaglianza e accresce quelle già esistenti. Perché per come è concepito oggi, il mondo digitale, che sembra libero per tutti, è invece sempre più concentrato nelle mani di pochi potentissimi soggetti, che tra l’altro si nutrono e crescono soprattutto grazie all’espropriazione incontrollata dei più intimi possedimenti degli utenti, cioè i loro dati personali.
Lo sviluppo del Web3 e quello del Metaverso rappresentano, spiega Maresca, un ulteriore salto di qualità, mentre la tecnologia blockchain pone le basi per la creazione artificiale di scarsità digitale e per l’instaurazione di una nuova, solida forma di proprietà privata digitale.
Oggi più che mai, afferma l’autore di questo saggio, s’impone la necessità di individuare punti di equilibrio fra proprietà privata e benessere collettivo.
L’autore aveva già affrontato lo spinoso tema dello strapotere delle multinazionali del digitale, e della illimitata raccolta di dati personali in rete in un precedente libro, Socialtotalitarismo, sempre per Armand Editore.
Prefazioni al saggio di Giuseppe Bacceli, Guglielmo Forges Davanzati e Openpolis.
©RIPRODUZIONE RISERVATA