Nell’album-testamento “Blackstar” il presagio della fine

David Bowie ha salutato il suo pubblico con un disco che appare come un testamento creativo. “Blackstar” sembra contenere i presagi della fine. In questo senso l’immagine di una stella nera risulta...
David Bowie ha salutato il suo pubblico con un disco che appare come un testamento creativo. “Blackstar” sembra contenere i presagi della fine. In questo senso l’immagine di una stella nera risulta evocativa non meno della scelta grafica di scomporre le lettere del suo cognome d’arte (Jones, all’anagrafe). Sulla copertina del disco, infatti, la scritta “Bowie” è stata trasformata in un criptico cartiglio di simboli alfabetici realizzati con frammenti di una stella, come il messaggio di un prossimo ritorno alle stelle, quelle stesse da cui sembrava provenire il suo Starman. Ancora più significative le parole di “Lazarus”’, il brano che dà il titolo allo spettacolo di Broadway con il quale Bowie ha voluto chiudere la storia dell’uomo che cadde sulla Terra, raccontata nel romanzo di Walter Tevis e nell’omonimo film del 1976 da lui interpretato: l’alieno abbandona la superficie planetaria, torna a volare e canta «Guarda su, sono in paradiso... In questo modo e in nessun altro sai che sarò libero, proprio come quel passero azzurro: non pensi che mi si addica?».