Nella Val Fondillo tra i boschi e le rocce

24 Luglio 2020

La magia del mattino con colori puri e la rugiada sull’erba 

Si torna al Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise in una delle valli preferite da tutti e che al mattino presto è magica e ci accoglie con colori puri e la rugiada sull’erba: la Val Fondillo. All’entrata, la boscosa valle è sovrastata da creste rocciose che sembrano lontanissime: si tratta della Serra delle Gravare una cresta di rilievi che le fa da confine tra l’Abruzzo e il Lazio e che oggi andiamo a raggiungere.
Parcheggiata l’auto nell’apposito spazio che si trova sulla statale 83 (Marsicana) provenendo da Pescasseroli, dopo Opi sulla destra, ci incamminiamo sulla lunga carrareccia che costeggia il limpido e scrosciante torrente Fondillo. La stradina era stata recentemente colpita da imponenti frane che avevano persino cambiato il corso del torrente e distrutto il ponticello di legno che permette di raggiungere il Monte Amaro.
L’area è stata sistemata e vi si trova un nuovo ponte metallico sospeso e molto suggestivo (2 km circa dalla partenza). Dopo 45 minuti ci ritroviamo all’acqua Sfranatara con il suo bel rifugio e area pic-nic dove deviamo sulla destra per imboccare il sentiero F5 che costeggia un fontanile e si ficca nel fitto bosco salendo con più decisione. Il cammino ora è quello classico del Parco: per 2,5 km il bosco ci fa compagnia con i suoi faggi di varie età, alcuni imponenti e un sottobosco ricco e profumato. Il sentiero è un tappeto morbido di foglie e rocce cesellate a forme rotondeggianti, piene di un muschio talmente rigoglioso che viene voglia di sedercisi sopra come fosse un cuscino.
L’ambiente è davvero molto suggestivo con un silenzio rotto solo dal cinguettio di centinaia di uccellini. Incrociamo il sentiero F6 e poco dopo siamo fuori dal bosco con la luce accecante del sole mattutino. Il cammino ci porta in mezzo a rocce dove ad ogni fessura spunta un fiore raro e poco dopo (2,30 ore dalla partenza) siamo in cresta: la Serra delle Gravare (1.870 m). E ci affacciamo finalmente a ovest sulla parte Laziale dove spicca La cima nella una bella elevazione di 2007 m. La Serra delle Gravare è una specie di altopiano roccioso con piccolo laghetto e pascoli a perdita d’occhio. Qui la bellezza di essere soli la percepisci a fior di pelle, con il vento fresco che ti sfiora la pelle e diventa palpabile.
Ci si siede su uno dei tanti sedili rocciosi si osserva l’orizzonte occidentale dove si percepisce il Mar Tirreno e poi ci si volta a oriente: ai nostri piedi c’è tutta la bellezza del Parco con i monti, le faggete e le riserve integrali.
Si scorge maestoso il Monte Marsicano, il Monte Amaro di Opi e i suoi camosci e il verde cupo dei pochi pini mughi della Camosciara. Si potrebbe continuare in cresta e andare al valico Inguagnera, ma per una volta mi fermo qui, su questo balcone cui non arrivavo da quasi 40 anni e che mi fa apprezzare non solo la bellezza della natura ma anche la preziosità dell’ambiente.
È ora di scendere, a Val Fondillo ci sarà gente ed è bene così. È estate, estate del 2020, la montagna ha bisogno di noi e della nostra educazione all’ambiente.
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