Nella Val Maone abbracciata dai monti

Verso est il mare Adriatico sembra sgorgare dai nevai
Tra i monti corrono le valli e nessuna è uguale ad un’altra, in nessun massiccio. Sono posti dove si deve tornare più volte per assaporarne l’ identità, per capire che sono stati luoghi di passaggio, che hanno unito genti e territori.
Nel Gran Sasso la Val Maone occupa un posto di primo piano nel cuore di tutti. Unisce il territorio Teramano a quello Aquilano ed è stretta dall’abbraccio delle montagne più possenti: Il Corno Grande e Piccolo e il Pizzo d’Intermesoli. Quando ti volti verso est il mare Adriatico sembra sgorgare dai nevai, dai sassi, dai torrenti della Valle e tutto è unito da un sottile filo. Un filo che puoi tenere tu per un po’ mentre cammini da Pietracamela, per la Valle del Rio d’Arno , poi la Val Maone e il rifugio Garibaldi con la neve e le ciaspole o anche nella bella stagione.
Da Pietracamela in cima al paese si inizia a camminare per il sentiero 102 costeggiando il rumoroso Rio Arno per l’omonima valle. Poco dopo si entra nel bosco di faggi fitto, colorato e molto rigoglioso. Tra gli alberi si incontrano i monumenti dedicati agli alpinisti Paolo Emilio Cichetti e Mario Cambi morti durante una bufera nell'inverno del 1929. Si continua a camminare senza possibilità di errore seguendo i segni sui tronchi dei faggi fino a che, dopo un tratto più ripido, si giunge alla sterrata proveniente dai Prati di Tivo, proprio in corrispondenza delle fragorose cascate del Rio Arno. La visuale verso sud è subito esaltante: il versante settentrionale del Corno Piccolo, del Corno Grande, della sella dei due Corni e del Pizzo d'Intermesoli fanno da sentinelle al cammino, costellato di enormi massi. Voltandosi il panorama si apre sui Monti Gemelli che fanno da cornice al blu del mare Adriatico. Più su, con una deviazione, si può raggiungere la Grotta dell’Oro, ai piedi di Intermesoli, che ospita antichi graffiti. La valle continua ad aprirsi come un palcoscenico da cui si gode l’applauso di un pubblico d’eccezione: laggiù, infatti, si affaccia il Pizzo Cefalone con il suo immenso circo glaciale e poi la cresta della Portella al di là della quale immaginiamo i paesi dell’Aquilano. Ben presto, circa 2.45 ore, si arriva al bivio per la Sella dei Grilli che si erge stupenda alla nostra destra: la sella unisce due giganti, il Pizzo Cefalone e d’Intermesoli. Si raggiungono poi i resti di antichi ricoveri per pastori, le Capanne (1957m), dove con la buona stagione crescono rigogliosi gli spinaci selvatici. Ora la Val Maone si espande verso est nei vasti, morbidi e ondulati rilievi di Campo Pericoli dove, proseguendo a sinistra (sentiero 101A) fra i prati, tra una dolina e l'altra, si arriva in circa 45 minuti (poco più di 3,30 ore dalla partenza) al rifugio Garibaldi (2231m). Con la buona stagione, invece, si prosegue sulla destra verso il bivio che porta al passo della Portella, bellissima finestra sull’Aquilano. Si risale la magnifica cresta del Monte Portella (2385m) e si raggiunge il Rifugio Duca degli Abruzzi in circa 4 ore circa dalla partenza. Da qui si ridiscende attraversando la sella di Monte Aquila per il Rifugio Garibaldi e poi ancora a Pietracamela (8-9 ore totali), per valli e rifugi.
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