Nella valle della Taranta per dormire tra le stelle

22 Giugno 2018

Sulla Majella fino a Campo di Giove e all’alba si va più in alto

Quando dico a miei amici che non conoscono la Majella che la Montagna Madre “mette giudizio”, non comprendono esattamente cosa significhi. Ma poi quando si avvicinano alle escursioni verso le altitudini più belle capiscono che l’affermazione si riferisce al fatto che se, per esempio, vuoi raggiungere un bellissimo rifugio posto a 1.703 m di altitudine, devi superare un dislivello di 1.000 metri, oppure diversi chilometri e tanti saliscendi. Insomma i percorsi alla Majella partono da quote basse, tranne rare eccezioni. Tutto questo rende il massiccio un luogo affascinante e misterioso che quasi ti sfida e ti invita a vincere.
Partiamo dalla Statale 84 all’altezza di Taranta Peligna e per il sentiero H6 ce ne andiamo al rifugio di Macchia di Taranta, ci affacciamo sull’omonima valle poi chi ha fretta torna indietro per la stessa via, chi non si stanca di camminare sospeso a 1.700m per qualche ora potrà arrivare a Campo di Giove, oppure ci si ferma per la notte per proseguire per il Colle d'Acquaviva (2.200 m) o il Monte Macellaro (2.646 m) o l'Altare dello Stincone (2.426 m) o il più lontano Monte Amaro (2.793 m) l’indomani mattina all’alba. Il sentiero H6 si inerpica dolcemente sul versante sud-orientale della Majella, e il panorama dietro di noi è sempre bello e lunghissimo. Tuttavia l’esposizione a meridione rende il cammino faticoso per il caldo durante l’estate. Dunque partiamo la mattina presto oppure il pomeriggio tardi e riposiamo per la notte al rifugio.
Il cammino è sempre facile e agevole e la salita costante. L’ambiente è molto accogliente ma spoglio tranne un breve tratto di giovani faggi. Questo permette di ammirare il panorama verso sud che comprende il Molise e il mar Adriatico, ma soprattutto le pendici rotonde della Majella sud-orientale dove si intercalano formazioni rocciose imponenti e quasi surreali.
Verso ovest il Monte Porrara, la piana di Pescocostanzo e alcune elevazioni del Parco d’Abruzzo Lazio e Molise. Dopo circa 2,45 ore si giunge in vista del rifugio di Macchia di Taranta o rifugio del Pastore. Ci si ferma per ristorarsi ma non si può assolutamente mancare di risalire al di sopra del rifugio per godersi lo spettacolo su una delle meravigliose valli della Majella: la valle di Taranta che si staglia sassosa e rocciosa con il bellissimo crinale del Colle dell’Acquaviva.
Si può riscendere continuando per il sentiero H4 e raggiungere tramite la bassa valle Taranta le Grotte del Cavallone per approdare alla base della cestovia. Oppure possiamo passeggiare verso ovest fino a raggiungere il vado di Coccia e riscendere a Palena o Campo di Giove. In alternativa si può ripercorrere la stessa strada della salita. O, ancora, prepararsi per una notte stellata stupenda e un’alba indimenticabile a 1.703m, al rifugio di Macchia di Taranta gestito dal Cai di Lanciano. Sì, dormiamo nei rifugi, facciamo questa esperienza stupenda. Basta un sacco a pelo e qualche panino in più. La notte in montagna è silenziosa e dolce, fresca e ammaliante. “La notte è silenziosa e nell’abito del suo silenzio si nascondono i sogni” (Kahlil Gibran – La notte è silenziosa).
©RIPRODUZIONE RISERVATA