Nicky Nicolai: l’Abruzzo per me è creatività

1 Febbraio 2024

La cantante, il raffinato sax di Di Battista e il loro ensemble a Sulmona con “Mille bolle blu”: omaggio a Dalla, Mina e Tenco

SULMONA . Riscoprire canzoni di un tempo che ci appartiene e ci accompagna ancor oggi, ritrovarsi in una musica che porta sorrisi o sorprendersi per note nuove e un duetto originale che racchiude, come in bolle di sapone, i colori di uno spettacolo variegato. Domenica, al teatro Caniglia di Sulmona, la presenza vocale di Nicky Nicolai, accompagnata dall’estro di Stefano Di Battista e da una band di tre elementi, traccerà percorsi per rivivere le canzoni che hanno fatto la nostra storia; ognuna unica. Una girandola di melodie per un cocktail da gustare a tutte le età. In scaletta, successi di sempre come Tutto passa, Che mistero è l’amore, Più sole, Io qui tu lì, ma soprattutto un omaggio a Mina e Lucio Dalla. Della prima sono in scaletta Ancora, ancora, ancora e Non gioco più. Del secondo, canzoni come 4 marzo, Piazza Grande, Disperato erotico stomp. Sul finale, spazio anche al ricordo di Luigi Tenco con Se stasera sono qui. Appuntamento alle 17.30 con la nuova proposta della Camerata musicale, un format dal titolo Mille bolle blu, con il supporto strumentale di un ensemble composto da Andrea Rea (pianoforte), Daniele Sorrentino (contrabbasso) e Luigi Del Prete (batteria). Al centro una delle grandi coppie di artisti che condividono con successo vita e palco. Stefano, uno dei più grandi sassofonisti del nostro Paese ma anche direttore artistico e raffinato arrangiatore dei brani, e Nicky, eccezionale presenza sul palco e una voce straordinaria. Varie le partecipazioni al Festival di Sanremo, la prima nel 2005 con Che mistero è l’amore, quarta nella classifica finale; nel 2006 con Lei ha la notte; poi nel 2009 con Più sole scritto in collaborazione con Jovanotti che riscuote un grande successo di pubblico e di critica.
«Il cantautorato italiano è fonte di ispirazione per me», spiega Nicky Nicolai. «Attraverso le canzoni di artisti come Mina, Lucio Dalla e tanti altri possiamo esplorare una vasta gamma di emozioni e esperienze umane».
Che ricordo ha di Dalla?
Lucio è stato un punto di riferimento umano e artistico, un compagno di viaggio nella musica. Il suo approccio al cantautorato era unico e autentico, come lo era lui. La sua capacità di trasmettere emozioni attraverso le parole e la musica è qualcosa che ho sempre ammirato. Questo concerto rappresenta anche il mio modo di onorare la sua memoria e di celebrare il suo contributo alla musica italiana.
In scaletta anche Mina e una selezione nel panorama del cantatourato italiano. Come si adatta il suo repertorio a queste influenze?
Scrivo e interpreto le mie canzoni cercando di trasmettere autenticità e verità. Voglio che i miei brani siano un riflesso delle mie esperienze e delle mie emozioni più sincere.
Come si adatta il jazz in questo percorso?
Non sempre è possibile, ma credo che la tradizione italiana venga incontro a questo stile, lasciando anche dei margini per l'improvvisazione della mia band. Lucio era un grande sostenitore dell’improvvisazione. La capacità di improvvisare non solo aggiunge una freschezza alla musica, ma ci permette anche di esplorare nuove sfumature di emozioni e di connetterci con il pubblico in modo più autentico.
I suoi genitori sono nati nei pressi di Tagliacozzo, che rapporto ha con l’Abruzzo?
Questa regione è parte importante della mia vita e della mia musica. Le sue terre aspre e il suo mare meraviglioso hanno sempre ispirato la mia creatività. E poi ci sono gli amici... Mimmo Locasciulli, Donatella Di Pietrantonio, che condividono con me le radici e le esperienze di questa regione. La musica è anche condivisione e appartenenza, e l'Abruzzo è parte integrante della mia identità artistica.