Niko e Nadia, l’Abruzzo a Identità Golose

Lo chef stellato e l’erede di Elodia portano la cucina di montagna al congresso di cucina e pasticceria
Niko Romito e Nadia Moscardi a rappresentare l'Abruzzo e la nuova cucina di montagna sul palco di Identità Golose, congresso di cucina e pasticceria d'autore ideato da Paolo Marchi, dall'8 al 10 febbraio a Milano.
L'undicesima edizione celebra "Una sana intelligenza", inteso come approccio non più solo goloso alla tavola. Del superchef di Rivisondoli patròn con la sorella Cristiana del Reale-Casadonna a Castel di Sangro, non è ancora dato sapere come strabilierà a Identità di Sala (lunedì 9, sala auditorium, ore 14.15). Possiamo però anticipare le creazioni di Nadia Moscardi (ristorante Elodia nel parco a Camarda, L'Aquila) tra i protagonisti dello spazio Identità di Montagna prima edizione (Sala Blu 1, domenica 8 ore 14.10). "Terra, acqua e fantasia" è il tema che accomuna i suoi tre piatti: Coregone pastinaca ed erbe spontanee di fiume, Consistenze dell'orto (evoluzione delle Virtù teramane, con legumi di montagna, patata turchesa e tartufo nero dell'Aquila), Gelato con sedano d'acqua mela verde e anice stellato. E' con la montagna nell'anima che Nadia Moscardi compone i suoi piatti innovativi e profondamente territoriali. Lo sguardo rivolto al Gran Sasso è una costante nella sua cucina: «Questa volta ho voluto guardare con più attenzione la mia terra, quella natura di terra e di acque ancora incontaminate che mi circondano», racconta la talentuosa cuoca aquilana, nel suo backgroung l'esperienza fondante con mamma Elodia, poi il catalano Adrià e lo chef-pasticcere Maurizio Santin. «Ho cercato prodotti rari e preziosi come la pastinaca, antica e oggi rara carota dell'aquilano», rivela Nadia «il coregone del lago di Campotosto, pesce di lago poco conosciuto eppure base di ricette tradizionali. Nei campi intorno al mio ristorante ho scoperto un mondo di varietà e gusti vegetali sconosciuti, come il rosolaccio e la piantaggine, germogli di fiume come la veronica, il sedano d’acqua, i semi di panace che ricordano nel sapore la buccia di limone, i semi di lunaria dal sapore piccante come il rafano. Erbe spontanee che sfidano il gelo e il fango invernali, e che ho potuto riconoscere accompagnata da una guida esperta. Ingredienti nuovi e antichi insieme che hanno stimolato la mia fantasia, così sono nate le nuove ricette».
Jolanda Ferrara
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