Nilde Iotti, storia pubblica e privata di una statista

ROMA. «Dobbiamo tantissimo a Nilde Iotti. Dovremmo onorarla di più. Oggi se fosse ancora viva in Parlamento farebbe tantissimo si batterebbe come una leonessa per evitare le ingiustizie. Io ci credo...
ROMA. «Dobbiamo tantissimo a Nilde Iotti. Dovremmo onorarla di più. Oggi se fosse ancora viva in Parlamento farebbe tantissimo si batterebbe come una leonessa per evitare le ingiustizie. Io ci credo tanto, prima come persona e poi come artista». A vent'anni dalla scomparsa di Nilde Iotti (4 dicembre 1999) e a 40 dalla sua nomina a presidente della Camera: Anna Foglietta è la protagonista di Storia di Nilde la docufiction in onda su Rai 1, domani, in prima serata, prodotta da Gloria Giorgianni per Anele in collaborazione con Rai Fiction e diretta da Emanuele Imbucci.
Ma come si è avvicinata a questa figura storica e straordinaria Anna Foglietta?
«Parliamoci chiaro non le somiglio affatto», risponde alla presentazione, ieri, a Roma, «e sarebbe stato controbroducente farne una imitazione, dopo che hai avuto la fortuna di vederti assegnare il ruolo che sogni da una vita. Ho cercato è vero di restituire la movenza delle mani, quando parlava sembrava che se suonasse il piano, sempre misurata; era quasi un solfeggio, era come se cercasse, talvolta, le parole l'ispirazione, per aria. La voce era pacata ma chiara diretta. Insomma ho provato, studiando tutto di lei, i suoi discorsi, i materiali video, gli scritti, di coglierne l'essenza. L’idea di riportare in vita, attraverso Nilde, una classe politica degna di stima e rispetto la cui competenza, a differenza di oggi, non era messa in dubbio. Abbiamo bisogno di modelli così». Poi aggiunge «un politico può anche essere una rockstar, ma oggi abbiamo bisogno di qualcuno che risvegli in noi la passione».
Il racconto prende liberamente spunto da un fatto realmente accaduto: l'arrivo di una lettera inviata all'Avanguardia da una ragazza che lamentava le imposizioni da parte del suo fidanzato in merito alle proprie scelte di vita, alla quale Nilde Iotti aveva risposto personalmente sul giornale spronando la giovane a prendere in mano la propria vita con autonomia e libertà. Il rapporto di finzione tra Nilde Iotti e questa ragazza, Rosanna, è il filo conduttore della narrazione fiction, che segue la vita di Nilde Iotti fin dai suoi primi passi nella politica: dall'adesione alla Resistenza, alla partecipazione all'Assemblea Costituente fino all'inizio dell'attività parlamentare e all'avvio della sua relazione sentimentale con Palmiro Togliatti, segretario del Partito comunista italiano, all'epoca sposato con Rita Montagnana. Una grande storia d'amore malvista dall'opinione pubblica e dallo stesso Pci, capace tuttavia di resistere alle sfide più grandi, come l'attentato subito da Togliatti nel 1948, mentre usciva da Montecitorio insieme alla stessa Nilde. Ripercorrendo anche i momenti più intimi della vita della coppia - come l'inizio della convivenza e l'adozione della piccola Marisa Malagoli. Il racconto porta alla luce la Nilde Iotti pubblica e privata, la sua autorevolezza politica, il grande carisma, la forte capacità di dialogo e di inclusione politica, ma anche le scelte coraggiose e anticonvenzionali in un contesto politico e sociale non favorevole.
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