Nobel di Quasimodo all’asta, la vendetta di un figlio

Alessandro vende il premio per la Letteratura dato nel 1959 a Salvatore, padre e marito crudele
Avere una indiscutibile sensibilità poetica non necessariamente vuol dire essere padri amorevoli e buoni mariti. La storia della letteratura è piena di pessimi esempi di genitori e compagni di vita che pure erano grandi scrittori e poeti.
Anche tra personaggi la cui opera farebbe ritenere tutt’altro. Basti pensare al Manzoni, scrittore capace di illuminare pieghe segrete dell’animo di cardinali e popolane quanto padre frettoloso, assente e privo di qualsiasi tenerezza verso l’adorante figlia Matilde. O a De Amicis, che con il suo “Cuore” ha inondato di buoni sentimenti generazioni e generazioni e che pare umiliasse costantemente la moglie, pubblicamente e privatamente. E non sempre riconoscere da adulti ingegno, acume, capacità artistica di un padre consente a un figlio di perdonare quella distanza e anaffettività che hanno segnato la sua infanzia. Le recenti scelte di Alessandro Quasimodo, attore figlio di Salvatore, la dicono lunga in questo senso: pur recitando sera dopo sera sui palcoscenici di tutta Italia i versi del creatore di “Ed è subito sera”, l’uomo rivela, a 47 anni dalla morte del poeta, un rancore mai sopito verso il padre. «Il giorno della consegna del Nobel a Stoccolma mio padre andò con un’altra persona, la sua amante, non portando né mia madre né me che invece eravamo stati invitati. Ho perdonato tante cose, ma questo gesto no», ha raccontato per spiegare la decisione di vendere all’asta il Premio Nobel di Quasimodo. Oggi saranno battuti all’asta da Bolaffi a Torino la medaglia e il diploma del Nobel conferito al poeta siciliano. Quella medaglia è il ricordo di una infanzia tormentata per Alessandro, che pure vive tra diari del padre custoditi accuratamente, ritratti e appunti del poetanella sua casa di Porta Venezia a Milano. Alessandro confessa di aver preso questa decisione per motivi molto personali: «Chi si permette di giudicarmi perché ho deciso di sbarazzarmi di una medaglia e un diploma non sa quello che ho passato». Il riferimento è soprattutto a sua madre. Nella raccolta di poesie di Maria Cumani “Lontana da gesti inutili”, la poetessa moglie del Nobel scrive: «Così a lui a me per ben sei volte meno uno». Quelle «sei volte meno uno» sono gli aborti della donna: «L’ultima volta avevo 11 anni e ricordo quel giorno quando mio padre disse a mia madre: devi scegliere o me o il bambino. Cosa volete che rappresenti per me oggi questa medaglia?». Per questo lotto 401 si partirà da una base d’asta di 50 mila euro. Il ministero dei Beni culturali ha avviato il procedimento di dichiarazione di interesse culturale su questi oggetti, ha comunicato Filippo Bolaffi, annunciando l'intenzione del figlio del poeta di fare ricorso contro la decisione: «Una notizia che non mi sorprende», dichiara Bolaffi, «per quanto, purtroppo, tagli fuori tutti i potenziali compratori stranieri. D'altro canto posso annunciare che il nostro conferente, Alessandro Quasimodo, sta seriamente valutando l'opportunità di fare ricorso contro questa decisione, affinché alla medaglia non sia preclusa la possibilità di essere aggiudicata da un acquirente straniero. Auspico, a questo punto, che rappresentanti delle istituzioni siano in sala almeno per competere contro i compratori italiani rimasti». (lad’i)
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