Nostalgico tango per Luis Bacalov e i Solisti Aquilani

21 Aprile 2015

L’AQUILA. Dopo il concerto-evento con il grande Penderecki sul podio, ancora un appuntamento prestigioso proposto da I Solisti Aquilani, nell'ambito di Musica per la città: quello con Luis Bacalov,...

L’AQUILA. Dopo il concerto-evento con il grande Penderecki sul podio, ancora un appuntamento prestigioso proposto da I Solisti Aquilani, nell'ambito di Musica per la città: quello con Luis Bacalov, affiancato da Sonig Tchakerian, «violinista che all'esibizione virtuosistica aggiunge l'anima» (Girardi) Partner perfetta, dunque, per una serata che si preannuncia affascinante, con Bacalov al piano e bacchetta dei Solisti. Il concerto domani alle 18 all’auditorium del Parco dell’Aquila. In cartellone due brani di Bacalov e, a seguire, Carlos Gaedel, Angel Villoldo e Astor Piazzolla.

L'ambito nel quale Bacalov ha raccolto i maggiori successi è quello delle colonne sonore cinematografiche, a cominciare da quella de "Il postino" che gli è valsa, nel 1996, il Premio Oscar. Tra gli innumerevoli film che ha musicato spiccano titoli cult come il poliziottesco "Milano calibro 9" e gli spaghetti-western "Django", "Quin sabe?" e "Il grande duello": quest'ultimo tema ha catturato anche Quentin Tarantino che lo ha riutilizzato in "Kill Bill". Né mancano nel curriculum del maestro gli incontri con i massimi autori, dal Pasolini de "Il Vangelo secondo Matteo" al Fellini de "La città delle donne". Per il pubblico meno giovane il nome di Bacalov resta legato inscindibilmente alla stagione del "rock progressive" italiano, negli anni Settanta, quando con i New Trolls firmò gli arrangiamenti di un album fondamentale, "Concerto Grosso", che segnò l'approdo di quel genere musicale nel nostro Paese. Non è tutto: fin dal suo arrivo in Italia, nel 1959, Bacalov ha lavorato nell'ambito della musica leggera. Una delle sue prime esperienze fu accompagnare al piano Claudio Villa, ma ben presto si mise in luce come abile arrangiatore. Importante è stato il suo ventennale sodalizio con Sergio Endrigo, che fruttò capolavori come "Io che amo solo te", "Canzone per te", "Lontano dagli occhi", "Elisa Elisa", la fortunata "L'Arca di Noé".

Ma non c'è nome eccellente della canzone italiana che non abbia beneficiato dei magistrali arrangiamenti di Luis Bacalov. Leggere l'elenco delle sue collaborazioni è come sfogliare l'album di famiglia della musica leggera tricolore, e si scopre che c'è lui dietro ad alcuni dei titoli-feticcio della nostra memoria: da "Legata a un granello di sabbia" e "Con te sulla spiaggia" di Nico Fidenco alle mitiche "La partita del pallone" e "Il ballo del mattone" di Rita Pavone; da "Sabato pomeriggio" di Claudio Baglioni a "Il cielo" di Lucio Dalla. Fino all'incontro con De André, nel 1998, per la versione spagnola di "Smisurata preghiera". Ma le radici non si dimenticano: già nel 1975 Bacalov aveva firmato un album, "Galanterein", con il connazionale Gato Barbieri, un gigante del jazz. E dal 2000 il ritorno al tango, con una serie di album e preziosi concerti: quella tra Luis Bacalov e la musica del tango è una storia d'amore con radici antiche e profonde, una passione sbocciata nell'infanzia, coltivata in gioventù, forse per un po' sopita, comunque mai dimenticata.

Biglietti: 8€, ridotto 5€.

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