Note e parole per Szpilman sopravvissuto del ghetto

“La musica miracolosa” il titolo del concerto–spettacolo in scena oggi a Sulmona Valanzuolo racconta la storia del compositore salvato dall’amore per Chopin
SULMONA. Dei quattrocentocinquantamila ebrei rinchiusi nel ghetto di Varsavia dai tedeschi, dopo l'invasione del 1939, ne rimasero in vita ventimila. Tra i sopravvissuti, un pianista compositore: si chiamava Wladyslaw Szpilman, detto Wladek. A evitargli la morte sarebbe stato un ufficiale tedesco catapultato dal caso tra le macerie della capitale polacca. Un nemico cioè, un carnefice miracolosamente folgorato da un lampo di umanità e di rispetto verso l’arte e la musica. Quasi uno spiraglio di luce in mezzo all'inferno. Se non ci fosse stato “Il pianista”, film del 2002 di Roman Polañski con Adrien Brody premiato con l’Oscar, tratto dal romanzo autobiografico omonimo di Szpilman, Palma d'oro a Cannes e 3 Oscar nel 2003, oggi la figura di Szpilman, morto nel 2000, sarebbe forse sbiadita, dolorosamente confusa tra quelle di uomini e donne macinati dalla barbarie nazista, celata agli occhi del mondo al pari di troppe altre tragedie senza nome.
Per il Giorno della Memoria la Camerata Musicale, nel 15° appuntamento della stagione al teatro “Caniglia” di Sulmona, oggi alle 17.30 propone il concerto spettacolo “La musica miracolosa – Storia e leggenda di Wladyslav Szpilman, il pianista del ghetto di Varsavia”. Lo spettacolo racconta la storia di un uomo sopravvissuto all’orrore grazie al suo amore grande per la musica, per il pianoforte, per Chopin. In una parola: per la vita. Sul palco il pianista Francesco Nicolosi e il giornalista e critico musicale Stefano Valanzuolo autore del testo e voce narrante. Collaboratore di Radio3 Suite e autore-conduttore del programma “WikiMusic”, Valanzuolo ha cominciato a scrivere storie di vita con il melologo “Il convitato delle ultime feste”, musica di Carlo Galante per Teatro San Carlo di Napoli, voce recitante Beppe Servillo. È poi autore di soggetto e testo del divertissement musicale “Il lupo e Pierino” per Emilia Romagna Festival; autore di soggetto e drammaturgia di “Alienati” primo esempio di opera Smart Working, autore del libretto dell’opera “Il labbro della lady” con musica di Carlo Galante, ha scritto gli spettacoli come “Ho ucciso i Beatles”, con Sarah Jane Morris, Paolo Cresta e Solis String Quartet; “StraTivari”, con Iaia Forte; “Qualche estate fa”, con Claudia Gerini e Solis String Quartet. E ancora, tra i tanti: “Forse non sarà domani” con Rocco Papaleo; “The Fool on the Hill” con Michele Riondino, Alessandro Haber, Quartetto Savinio/Orchestra “Haydn” di Trento e Bolzano/Filarmonica “Toscanini”. Francesco Nicolosi, catanese di nascita, a17 anni diventa uno dei migliori allievi di Vincenzo Vitale tanto da essere considerato a tutt’oggi uno dei massimi esponenti della scuola pianistica partenopea. Di lui ha scritto Paolo Isotta: «Bisogna riconoscere che nessuno oggi gli può essere accostato per la luminosità del suono, la capacità di cantare e legare(...) egli va considerato uno dei migliori pianisti viventi».

