NOTE, TEATRO E CUORE PEPPE SERVILLO E LA GRANDE NAPOLI

1 Agosto 2017

PESCARA. A distanza di tre anni dall'uscita di “Spassiunatamente” che aveva visto per la prima volta Peppe Servillo e i Solis String Quartet affrontare «con dovuto rispetto» capolavori della canzone...

PESCARA. A distanza di tre anni dall'uscita di “Spassiunatamente” che aveva visto per la prima volta Peppe Servillo e i Solis String Quartet affrontare «con dovuto rispetto» capolavori della canzone classica napoletana, ecco il nuovo album “Presentimento”, naturale prosecuzione di un progetto che non smette di spaziare all'interno di un immenso panorama musicale senza cercare di circoscriverlo a un periodo o a un autore. Lo spettacolo che Peppe Servillo & Solis String Quartet porta questa sera (ore 21.30, ingresso €20) all’arena del porto turistico di Pescara si intitola proprio “Presentimento”.
Da Gil a Viviani, da E.A. Mario a Cioffi/Pisano, da Scalinatella a Mmiez'o grano a M'aggia curà, un appuntamento atteso ad Estatica, in cui autori e canzoni si inseguono e incastrano con rigore, regalando uno spettacolo che tocca musica, teatro e cuore. Grazie alla voce particolarissima di Servillo, imbevuto di tradizione napoletana e che si muove leggero tra jazz e canzoni d’autore, tra teatro classico e sperimentale, e alla bravura dei Solist String, si ha la sensazione di essere trasportati in un mondo di ricercatezza di alto livello. Servillo non sembra avere rivali in quello che è diventato uno stile di porsi di fronte al pubblico: ad una capacità vocale travolgente, in grado di far vivere emozioni e sentimenti dell’autore, si affianca il grande talento da interprete. «Quella del presentire è spesso la condizione degli artisti, dei narratori, come dei poeti autori di queste canzoni», dichiara, «che nei loro versi presentono e annunciano segreti, presenze, tradimenti, ciò che di nuovo potrebbe accadere o si vorrebbe accadesse, e lo fanno con parole che sembrano mai udite come fossero i veggenti, gli indovini della nostra vita sentimentale. La musica aggiunge senso e la parola precisa col riso e col pianto, le orchestrazioni inscenano un improvviso teatrale come se la vicenda nascesse ora col canto e annunciasse il paradiso tra sonno e veglia».