Notte nell’Ilex, rivive il Medioevo

5 Agosto 2018

Tuffo nel passato a Elice tra monaci e manoscritti, spettacoli e canti goliardici, cibi e battaglie

ELICE. «Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso e mi ricordano che i giorni corrono veloci e che la vita fugge via».
Così Francesco Petrarca, interprete tra i grandi del Medioevo, parlava del libro, all’epoca manoscritti. Uno strumento che permeava la cultura medievale in ogni suo aspetto, sacro e profano, e che testimoniava come quest’epoca misteriosa e affascinante fosse tutt’altro che l’età buia descritta troppo spesso nei testi scolastici. È proprio il Medioevo della vitalità culturale, del rinnovamento, dell’apertura verso le epoche successive quello che rivive ad Elice con la Notte nell’Ilex. Anche quest’anno, da martedì 7 al 14 agosto, camminando tra le mura del borgo medievale della provincia di Pescara, sarà possibile fare un tuffo nel tempo e immergersi nei profumi e sapori di una volta, nella magia di ambientazioni e spettacoli scrupolosamente riprodotti, che danno spaccati vividi di vita medievale.
Una regia guidata ormai da 15 anni dall’associazione culturale Elicethnos, impegnata in una delle missioni più difficili del nostro tempo: «Non disperdere il filo della memoria storica, ma valorizzarlo come fonte inesauribile di conoscenza». Il successo di questa manifestazione risiede proprio nella ricerca di nuove esperienze da proporre ai visitatori ed anche quest’anno le novità contribuiscono a costruire un quadro ancor più completo della controversa, e per questo unica, età medievale.
Da una parte nel teatrino del paese, recentemente restaurato, verrà ricostruito uno scriptorium, quel luogo in cui proprio il libro prendeva forma attraverso le sapienti mani dei monaci, che, curvi su fogli di pergamena lì dove penetrava la luce, svolgevano un’intensa attività di copiatura che ha permesso la conservazione della cultura classica e della nostra storia più antica; dall’altra i canti goliardici, la lussuria delle meretrici, il profumo dolce degli antichi liquori si spargeranno in un ambiente, quello della taverna, completamente rinnovato per rievocare la parte di vita medievale più nascosta e oscura.
Ad accompagnare questo tuffo nel passato, c’è, come ogni anno, la valorizzazione del territorio, che passa anche attraverso la promozione delle specialità culinarie di Elice. Nell’area sagra, infatti, la pasta alla mugnaia, la cui ricetta affonda le sue origini proprio nel Medioevo, delizierà, insieme a tanti altri prodotti della nostra terra, il palato dei visitatori, che così si troveranno immersi in un percorso volto a coinvolgere tutti i sensi. Una sfida, quella della piccola Elice, che ogni anno si fa sempre più difficile.
Dopo i freni imposti dagli eventi sismici che hanno coinvolto il territorio abruzzese negli ultimi anni, infatti, una nuova difficoltà è rappresentata dagli alti costi per la sicurezza imposti dalle norme sancite dalla nota circolare Gabrielli, in seguito agli eventi accaduti a Torino il 3 giugno 2017, durante la finale di Champions; limitazioni severe che hanno impedito sul nostro territorio lo svolgimento di eventi, che ormai appartenevano alla cultura abruzzese come la sagra del pecorino di Farindola. Nonostante questo, animato dall’impegno e dall’amore dei suoi organizzatori, il piccolo miracolo di Elice continua e il borgo ogni anno si riempie di visitatori provenienti da ogni parte del mondo, tornando vivo e offrendo una curata rievocazione «con l’obiettivo di guardare al passato per dare un contributo al futuro alla nostra storia, al nostro presente, alla nostra terra e a chi ha scelto di continuare a viverci».
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