Nuovo video per Rovazzi: «È un messaggio post Covid»

La clip colossal del brano ha come ospite Ramazzotti e c’è anche Gerry Scotti «Racconto in modo fiabesco quello che stiamo vivendo per riprenderci tutti»
Una decina di tentativi, «quattordici» ironizza lui, prima di trovare la storia giusta, e soprattutto per lanciare un messaggio positivo dopo l’anno e mezzo del terribile periodo della pandemia. È online dalle 14, puntualità da youtuber, di tre giorni fa “La mia felicità”, il videoclip colossal del nuovo singolo di Fabio Rovazzi con ospite Eros Ramazzotti, pubblicato lo scorso 25 giugno per Virgin Records / Universal Music.
Il videoclip, due anni di attesa, è stato presentato all’Odeon di Milano, due passi dal Duomo, un gruppo di fans sotto i portici per salutare il performer, attore, cantante e scrittore che dal 2016 a oggi ha collezionato 15 dischi di platino e oltre cinquecento milioni di visualizzazioni su Youtube con i suoi videoclip, di cui cura personalmente ogni dettaglio, dallo script alla regia, dalla sceneggiatura alla produzione. Protagonista della clip assieme a Rovazzi e Ramazzotti, è il piccolo Dru, creatura di circa 35 centimetri di altezza a metà tra un animatronic e un puppet, il più giovane dei Kofuku, esseri speciali arrivati sulla terra insieme ad un asteroide portando armonia e positività. Qualcuno lo rapisce e nel mondo sta svanendo la felicità. A Rovazzi la missione impossibile di ritrovarlo.
«È un po’ il racconto di quello che stiamo vivendo adesso, in modo fiabesco mitologico, come se ci avessero rubato qualcosa che adesso stiamo per riprenderci e riportare al suo posto», ha detto il cantante 27enne. «Ma la parte difficile da raccontare era il prima e a me venivano fuori solo delle cose drammatiche oppure che facevano ridere, oppure ironizzavano troppo, come quando avevo pensato di arrivare a Wuhan e cambiare il corso della storia. È difficilissimo parlare, trattare questo tema», cofessa, «e credo che questo sia quello che con più leggerezza, più spensieratezza ci accompagna e porta avanti lo stesso messaggio».
Quattro mesi di lavoro girando tra l’Italia (Milano, Roma) e Los Angeles, dove hanno lavorato circa 150 persone toccando nove location tra cui una base militare e le grotte di Pastena. Una produzione colossal tra scenografie spettacolari, effetti speciali. Il piccolo Dru è stato realizzato dal concept artist Christian Cordella, che ha collaborato con registi come Sam Rahimi per la saga Spider-Man e James Cameron per “Avatar”.
«Penso sia il video più Spielberg e Cameron possibile», ha detto ancora Rovazzi. Oltre a Eros (quella nel videoclip è la sua unica partecipazione pubblica del 2021), ci sono anche Gerry Scotti che va a scovare Rovazzi in un monastero buddista, la voce narrante dell’attore e doppiatore Luca Ward, un’incursione del produttore Simone Privitera e Lillo nelle vesti del simpatico antagonista.
Con Ramazzotti aveva già lavorato per “Faccio quello che voglio”. «In questo caso la collaborazione è nata dal ruolo», ha spiegato Rovazzi. «Eros è un gigante, l’attenzione e la cura che mette nella realizzazione delle sue cose mi piace e oggi come oggi è una rarità: mi piacerebbe molto prima o poi farmi fare un video da lui, ha inventato un modo nuovo di concepire i videoclip che è veramente unico».
A proposito della nuova tendenza alle collaborazioni tra giovani artisti e vecchie glorie Rovazzi, ricordando la sua con Gianni Morandi cominciata anni fa, ha risposto: «Partiamo dal presupposto che io l’ho sempre fatto, diciamo che entrare in studio da soli, scrivere da soli registrare da soli è più facile che ti porti verso qualcosa di drammatico». «E quest'anno secondo me», ha aggiunto, «c’é proprio un bisogno di stare insieme, di darsi una mano».